La Nuova Sardegna

Regione, nostalgia della Rinascita

di Alfredo Franchini
Regione, nostalgia della Rinascita

Convegno a Cagliari con tre ex presidenti. Soddu e Cabras: allora eravamo uniti

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Tre ex presidenti della Regione a confronto su politica, economia, informazione. Pietro Soddu, Antonello Cabras e Ugo Cappellacci analizzano le «profezie del passato» con un occhio al futuro assieme ad Alberto Scanu (Confindustria), Michele Carrus (Cgil), Franco Siddi (segretario dei giornalisti italiani) e Massimo Mucchetti (senatore del Pd)), in un dibattito voluto dall’Associazione degli ex parlamentari e coordinato dal giornalista Anthony Muroni.

Soddu, che negli anni Sessanta, assieme a Paolo Dettori, Francesco Cossiga e Antonio Giagu aveva operato il ricambio nella Dc, rimarca la differenza col ceto politico attuale: «Ognuno di noi aveva un Credo politico, obiettivi e finalità da raggiungere. Non dovevamo fare sondaggi d’opinione». Poi entra nel merito delle grandi scelte che con il Piano di Rinascita cambiarono volto alla Sardegna. Scelte che ora qualcuno mette in discussione. Spiega Soddu: «La politica prendeva quello che offriva il quadro economico dell’epoca, ma non c’era opposizione: eravamo tutti d’accordo». E Soddu che prima di essere presidente della giunta fu assessore alla Rinascita, entra nel merito: «La nostra agricoltura è fuori dal mondo, non può nascere l’agroindustria nell’attuale deserto. Se fallimento c’è stato, legato alla Rinascita, non è l’industria ma proprio l’agricoltura che in quel piano era considerata centrale».

Antonello Cabras è stato l’ultimo presidente eletto con il sistema “parlamentarista” e con la sua giunta la Regione fece la scelta di puntare sulla ricerca, (Parco scientifico e Crs4). «Non si può parlare di un errore del Piano di Rinascita», afferma Cabras, «quando tutto il popolo sardo era convinto di quelle decisioni». Cabras apre un nuovo fronte di riflessione: «Noi operiamo attraverso i modelli e in questo momento il dibattito nazionale porta a una totale destrutturazione dell’ordinamento costituzionale dei poteri. Nella testa del premier non solo c’è l’abolizione delle Province ma anche delle Regioni per valorizzare le autonomie comunali. Ma se noi ci spostiamo verso il Nord Europa le cose cambiano: nel Regno Unito inseguono il federalismo per aumentare i poteri dei governi e cominciano a pensare alle Regioni. In un mondo globalizzato hanno ragione loro o chi vuole destrutturare il nostro sistema»?

Ugo Cappellacci archivia il piano di Rinascita: «È servito a colmare il gap ma il mondo è cambiato». L’ex governatore si rivolge all’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, e suggerisce: «L’errore è inseguire le singole vertenze, si devono affrontare i fattori che fanno la differenza e su tutti c’è un solo tema che può consentirci di ottenere i risultati: la leva fiscale. Quella è la nostra vera autonomia». Gli industriali sollecitano le riforme per uscire da una crisi che ci ha portato indietro al 1996 per molti indicatori: «Ci sono responsabilità sulle scelte ma soprattutto sulle non scelte», dice Alberto Scanu. Per tutti è centrale il rapporto politica-informazione e quello tra capitale e politica. Franco Siddi spiega: «L’antipolitica ha distrutto la politica e oggi questo attacco sta minando le istituzioni. I media sono lo specchio della società ma oggi manca la rappresentazione di un comune sentire della cosa pubblica. Al contrario di quanto accadde con la Rinascita che era un motto politico, civile ed era entrato nei media».

Sulla politica regionale, Siddi invita ad avere coraggio su una strategia complessiva: «Si dice che Alcoa possa essere salvata ma Pigliaru ha chiarito che la sopravvivenza di quell’azienda sarebbe di una decina d’anni e allora bisogna pensare al futuro. Alcoa da sola non andrà avanti e si dice che al suo interno possa nascere la centrale di bioetanolo, un modello di alta tecnologia del gruppo Mossi e Ghisolfi».

Carrus ha puntato il dito sulla crisi della rappresentanza, sulla politica-spettacolo e sulla necessità di interventi pubblico per uscire dalla crisi. Massimo Mucchetti ha ricordato che la Sardegna è stata pioniera nel settore delle telecomunicazioni. «Oggi Tiscali ha più dipendenti di Alcoa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative