La Nuova Sardegna

Igea, minatrici ancora nel pozzo

di Tamara Peddis

Prosegue la protesta delle 30 donne, chiedono 6 mesi di stipendi arretrati

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IGLESIAS. Sono il simbolo del coraggio e della forza, pronte a lottare per tutelare il loro lavoro nella società Igea. Più di 30 donne a volto coperto, con elmetto e grossi giubbotti occupano da oltre due giorni la galleria Villamarina nella miniera di Monteponi. Tra buio e umidità, trascorrono le ore fra le manifestazioni di solidarietà che arrivano al cancello d’ingresso della galleria, sorvegliata dalle forze dell'ordine. Tra le lavoratrici Igea c'è anche una donna che allatta un bimbo di 8 mesi. La giovane mamma è l'emblema di una lotta che non si consuma solo per il lavoro, ma anche per quello che il lavoro rappresenta: serenità familiare e futuro. Le lavoratrici Igea sono madri, mogli e fidanzate, ma non meno agguerrite dei loro colleghi, presenti fuori dalla galleria a sostenerle e altri, circa una decina, impegnati nell'occupazione della cabina elettrica del Pozzo 2 nella miniera di Campo Pisano, sede dell’Igea. La proteste e le lotte dei dipendenti Igea hanno sempre visto in prima fila i lavoratori. Questa volta le donne hanno voluto lanciare un messaggio: la disperazione per la mancanza di sei stipendi arretrati è arrivata al limite in un clima di forte tensione. Le continue richieste alla Regione, unico azionista dell’Igea, per il rilancio della società, oggi in liquidazione, sono rimaste senza risposte. Tra le manifestazioni di solidarietà c'è anche la Chiesa che interviene per sostenere lavoratori e lavoratrici, disperati, pieni di rabbia. A Monteponi nel piazzale della galleria, questa mattina alle 11.30, il vescovo della Diocesi di Iglesias, Giovanni Paolo Zedda, celebrerà la messa. Attorno alla protesta Igea in città si è creata una fitta rete di solidarietà. In vista della soluzione della vertenza c'è un appuntamento. Martedì a Cagliari le organizzazioni sindacali incontreranno la Regione. La società in liquidazione ha tempi lunghi per arrivare a un risanamento e poter avviare l'attività, ma il pagamento degli stipendi per 270 lavoratori richiede un intervento immediato.

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