Soro: «La riservatezza non giustifica scorrettezze o eccessi di zelo»
«Tutelare la dignità di un paziente vulnerabile significa proprio evitare che possa morire nell'isolamento». È il pensiero del presidente dell'Auto- rità garante per la protezione dei dati personali...
«Tutelare la dignità di un paziente vulnerabile significa proprio evitare che possa morire nell'isolamento». È il pensiero del presidente dell'Auto-
rità garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro (foto). La storia di Bollard «segnala purtroppo una scarsa attenzione degli operatori coinvolti verso le vere esigenze di una persona malata che non può trovare alcuna giustificazione nel richiamo a obblighi imposti nella normativa privacy», che, «troppo spesso invocata per motivare comportamenti scorretti o eccessi di zelo, ha come obiettivo principale quello di garantire il rispetto della dignità dei malati» e di «consentire soltanto a soggetti legittimati di conoscere nel dettaglio informazioni estremamente sensibili. Una corretta applicazione della privacy non deve essere in conflitto con il buon senso ed impedire a coloro che lo desiderano – avendo rapporti affettivi o di amicizia – di dimostrare vicinanza o fornire un aiuto, anche psicologico». (l.f.)
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