Scorie nucleari, accuse al governo
Servitù militari e depositi atomici, Stamane a Cagliari manifestazione dei pacifisti
ROMA. «Non aver escluso l’isola dal piano per il deposito di scorie nucleari è un fatto che sfocia nell’irresponsabilità istituzionale e politica». L’ha detto il deputato di Unidos Mauro Pili che sul caso aveva presentato un’interpellanza alla Camera. Stamane intanto a Cagliari manifestazione contro i poligoni.
Riguardo al documento proposto dalla società Sogin per la ricerca del sito più idoneo, in effetti ieri mattina il sottosegretario Silvia Velo aveva testualmente dichiarato in aula: «Qualsiasi supposizione in merito alla notorietà di aree potenzialmente idonee è al momento da ritenersi prematura e infondata, cosi come non trova riscontro l'avvenuta individuazione di sei regioni rispondenti ai requisiti, atteso che allo stato nessuna regione italiana può ritenersi esclusa». Un’affermazione, quest’ultima, che nell’isola ha riaperto vecchie polemiche. In parte legate alle servitù militari visto che ciclicamente si riparla di collocare i residui atomici in qualche base sarda, allo scopo di garantirne fra l’altro la vigilanza. Sulla questione nei giorni scorsi erano intervenuti i rappresentanti del “Comitato sardo contro il deposito”. Che ieri, attraverso Angelo Cremone, hanno pesantemente recriminato «per il silenzio con il quale il presidente Francesco Pigliaru ha accolto le nostre giustissime preoccupazioni evitando di rispondere ai sardi». Dibattito ripreso in modo più netto con la discussione alla Camera. «Quando si dice 'nessuna regione esclusa’ si fa l'affermazione assolutamente più grave, perché significa che questo governo non ha la benché minima percezione di quello che sta rischiando», ha sostenuto Pili. «Infatti, da una parte c'è Delrio che va a buttare pacche sulle spalle in Sardegna a destra e a manca, dispensando parole e promesse vane e dall'altra parte però lui stesso nega fondi e risposte – ha sottolineato ancora, a Montecitorio – Che dire dei 35 mila ettari delle aree militari? Che dire dei 450 mila ettari inquinati? Non tenete conto della più elementare realtà e mettete in condizione la Sardegna di armarsi sul piano non soltanto ideologico per un distacco netto. «La Sardegna e i sardi - ha concluso Pili - non accetteranno questo nefasto progetto di un governo in mano alle lobby nucleariste, con un filo rosso che lega affari militari e atomici».
Intanto alla manifestazione contro le servitù militari il prefetto di Cagliari, Alessio Giuffrida, ha disposto il divieto di vendita e cessione per asporto di bevande alcoliche. Proibiti contenitori di vetro e di metalloo, oltre che «qualsiasi oggetto atto a offendere». Il raduno di oggi è organizzato da movimenti indipendentisti e antimilitaristi. Appuntamento al porto, in piazza Darsena.
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