I sindacati sperano in un ultimo vertice
Cgil e Uil lavorano per un accordo in extremis, ma c’è anche chi pensa che solo i tribunali potranno risolvere i contenziosi
OLBIA. Nessun accordo sulla riduzione dei licenziamenti di Meridiana. Né su pensionabili e volontari né sull’intero numero degli esuberi: 1634 dipendenti. C’è a chi va bene, come l’Usb (assistenti di volo) e l’Apm (piloti). Per loro, la procedura è illegittima, sarà impugnata e cancellata in tribunale, e firmare un accordo vorrebbe dire legittimarla. C’è a chi non va bene per nulla, tra questi il movimento dei lavoratori silenziosi (amministrativi e hangar) e una fetta importante della base del terra della Cgil. Per loro, un’intesa deve invece essere trovata. E proprio la Filt-Cgil (nazionale, regionale e provinciale) sta cercando in queste ore una soluzione («se c’è una nuova proposta aziendale») almeno per volontari e pensionabili. Chiesta anche dal Governo. Una linea su cui è anche la Uil.
Volontari e pensionabili. Secondo l’azienda, 400 dipendenti vorrebbero andare via per avere il massimo degli ammortizzatori sociali, almeno per i lavoratori sardi: 4 anni per gli under 40, 5 anni per la fascia 40-50 anni, 6 anni per gli over 50. Per avere questo diritto, andrà firmata un’intesa azienda-sindacati entro pochi giorni perché i licenziamenti volontari andranno registrati entro il 31 dicembre. Passata quella data, i lavoratori perderanno un anno di ammortizzatori, fino a non averne più dal 2017. Ci sarà la volontà? Ci sarà ancora tempo?
Le cause e i silenziosi. Usb e Apm (salvo che non venga concessa a quest’ultima sigla la lista dei piloti unica con Air Italy) vogliono far cadere tutti i licenziamenti in tribunale. Lo hanno detto con nettezza anche al ministero del Lavoro. Per loro è illegittima, e non a caso al tavolo delle trattative sindacali sono andate con l’avvocato. Nessuna trattativa, nessuna concessione. Anche se alla fine, su volontari ed esuberi, il primo no è stato della Cgil. Perché? A Roma c’erano i vertici della Filt. Arnaldo Boeddu, il leader regionale, aiuta a capire il clima vissuto avant’ieri. «Chi prova a salvare i lavoratori, prende fischi e minacce – dice –. Chi non tratta e lascia tutto com’è, ovvero i licenziamenti per tutti, prende applausi e abbracci. C’era una sigla che voleva usare i confederali come un pupazzo cui far dare gli schiaffi da tutti. Per poi prendersi le cose buone degli accordi firmati da altri, e attaccare gli altri sulle cose non ottenute».
Il riferimento è all’Usb. «La linea di una sigla è quella affrontare tutto in tribunale – dice Boeddu –. Siamo sicuri che questo sia nell’interesse dei lavoratori? E se le cause fossero perse? E se anche le cause fossero vinte e l’azienda Meridiana non ci fosse più? Di chi sarà allora la responsabilità? Mi auguro che ai lavoratori cui è stato chiesto di puntare tutto sulle cause sia stato assicurato che le cause saranno vinte. Noi siamo la Cgil, rappresentiamo tutti e dobbiamo trattare per tutti. Non vuol dire firmare, vuole dire cercare fino all’ultimo una soluzione».
E infatti il comitato dei silenziosi chiede ai sindacati confederali di trovare un’intesa entro il 31 dicembre «per avere il massimo degli ammortizzatori sociali per i volontari - scrive in un comunicato - e perché senza si riduce le possibilità di avere un minor numero di esuberi nel 2015 con l'avvio della nuova procedura e ciò getta inevitabilmente basi certe e fondate per una chiusura di Meridiana». Anche con una critica decisa all’azienda su «scelte e tempi», il comitato «non vuole la chiusura di Meridiana e ritiene che i sindacati non possono essere complici di chi preferisce distruggere l'azienda che trovare un’intesa. I tempi sono stretti ma è ancora possibile per i sindacati accettare l’ultima proposta aziendale e non assumersi la responsabilità di un massacro sociale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
