La Nuova Sardegna

Licenziati i manager, ecco i commissari

di Umberto Aime
Licenziati i manager, ecco i commissari

Saranno al lavoro da lunedì, resteranno in carica al massimo 8 mesi. Subito un vertice con Pigliaru e l’assessore Arru

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CAGLIARI. Lunedì comincerà una nuova era, nella sanità pubblica e anche in quella privata. Buona o cattiva, migliore o peggiore della precedente i sardi lo scopriranno col passare del tempo.

Fra due giorni, nella tarda mattinata, il testimone passerà dal centrodestra, che ha governato la sanità per più di cinque anni – settembre 2009-dicembre 2014 – al centrosinistra. Intorno a mezzogiorno, nella sala grande di viale Trento, il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e l’assessore alla Salute, Luigi Arru, incontreranno i commissari delle otto Asl, dell’Azienda ospedaliera Brotzu, e delle due Miste universitarie di Sassari e Cagliari, che la Giunta ha nominato sabato 20 dicembre.

Sarà proprio quel vertice allargato a far da spartiacque fra quello che è stato (3,2 miliardi di costi all’anno) e quanto il centrosinistra vorrebbe accadesse in primavera, o al massimo qualche mese più tardi, ad agosto. Perché a metà del 2015 dovrebbe scattare la «grande riforma» destinata, secondo gli annunci, a ridurre la spesa sotto i tre miliardi – fonte Finanziaria 2015 – senza chiedere ai cittadini il sacrificio del ticket. Poi servirà a ridurre il numero delle Asl, massimo quattro o cinque, ma potrebbe essere anche una sola, ad aggregare gli appalti in un’unica Centrale d’acquisti, altro risparmio, e infine ad accentrare il servizio 118 nell’Azienda emergenze-urgenze. l’Areus.

Il progetto è molto ambizioso e su questa idea di «servizio sanitario 2.0» – insieme al lavoro e alle altre riforme (burocrazia ed Enti locali, ad esempio) – che la giunta Pigliaru ha puntato buona parte del programma di governo 2014-2019.

Vertice. Alla vigilia di Natale gli undici commissari (stipendio medio 130mila euro lordi) hanno firmato i contratti per quattro mesi, più altri quattro se saranno necessari, e lo saranno: il lavoro da fare è molto. A mezzogiorno di lunedì ognuno riceverà il mandato dalla Giunta, e saprà quale missione dovrà portare a termine in 240 giorni. Il primo traguardo è scontato: ridurre gli sprechi, cancellare i doppioni, migliorare la qualità del servizio, riorganizzare il personale (anche in prospettiva dell’Areus) e traghettare le Aziende verso la grande riforma di primavera. A mezzogiorno dunque scatterà l’ora del «pronti e partite» per Agostino Sussarellu (Asl1/Sassari), Paolo Tecleme (2/Olbia), Mario Palermo (3/Nuoro), Federico Argiolas (4/Lanusei), Maria Giovanna Porcu (5/Oristano), Maria Maddalena Giua (6/Medio Campidano), Antonio Onnis (7/Sulcis), Savina Ortu (8/Cagliari), Giorgio Lenzotti (Azienda Brotzu di Cagliari, allargata al Microcitemico e all’oncologico Businco), Giuseppe Pintor (Azienda mista di Sassari, che amministrerà anche il Santissima Annunziata) e Giorgio Sorrentino (Policlinico di Cagliari). Molti di loro sanno già che a fine mandato non saranno riconfermati: con la riduzione delle Asl, diverse poltrone saranno cancellate dalla mappa e in futuro i direttori generali in servizio permanente ed effettivo potranno giusto (e forse è un’esagerazione) essere contati sulle dita di una sola mano.

Primo atto. Ascoltate le direttive della Giunta, saputo che il loro operato sarà monitorato di mese in mese dal neonato Comitato di controllo sulla spesa e sugli standard del servizio sanitario, i commissari dovranno scegliere subito il loro team.

Ognuno ha a disposizione un portafoglio di due nomine: direttore sanitario e direttore amministrativo. Anche questi sono incarichi a tempo (scadranno con il commissario) e non potranno essere esterni alle Aziende sanitarie o ospedaliere di riferimento. Lo prevede la legge approvata mesi fa dal Consiglio regionale e sarà il primo segnale che «la macchina organizzativa» comincerà a costare meno.

Polemiche 1. Sulle nomine a sparare ad alzo zero è stato il centrodestra, con l’ex assessore al Bilancio Alessandra Zedda (Forza Italia) che ha parlato di spartizione «vera e propria non solo fra i partiti dell’alleanza di centrosinistra, ma fra le correnti del Pd».

Anche dalla maggioranza si sono alzate alcune voci di protesta. A cominciare da quelle deu consiglieri regionali del Pd di Oristano, Antonio Solinas e Mario Tendas, per la nomina di Maria Giovanna Porcu (indicata dal Partito dei sardi): «L’aver nominato il direttore amministrativo uscente – hanno scritto – è stata una decisione contraria alla discontinuità con il passato che doveva essere la forza del cambio di passo». A parlare di occasione sprecata è stato anche il movimento Sardegna Vera, alle elezioni regionali di febbraio schierato con la coalizione di centrosinistra: «Non condividiamo l'aver permesso ai partiti di proporre(imporre?) le nomine». A tutti ha risposto l’assessore Luigi Arru, con un’intervista a La Nuova: «Stavolta ha contato l’esperienza dei singoli, molto meno, quasi nulla l’appartenenza». Non a caso proprio all’indomani di quelle dichiarazioni, il coordinatore di Sel, Luca Pizzuto, ha detto: «Secondo alcuni, il commissario del Brotzu (Lenzotti) sarebbe stato indicato da noi. Non è assolutamente vero».

Polemiche 2. Fra i partiti dell’opposizione qualcuno si è lamentato di questo: i manager del passato sono stati licenziati con una glaciale lettera arrivata via mail (attraverso la Posta elettronica certificata) mentre la buona educazione «avrebbe consigliato almeno una lettera meno formale di fine mandato». Giusto, ma ambienti vicini alla Giunta fanno sapere: la lettera di ringraziamento (forse) arriverà appena saranno concluse le verifiche sugli ultimi bilanci della vecchia era, quella governata dal centrodestra.

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