Sla, Becciu risponde a Piludu
Il sostituto alla Segreteria vaticana non fa cadere nel vuoto la lettera-appello
CAGLIARI. «È consolante sapere che sta vivendo la sua sofferenza non con una adirata ribellione ma come prova della qualità della sua vita morale», così monsignor Angelino Becciu, sostituto della Segreteria vaticana, a nome del Papa, ha risposto alla lettera di Walter Piludu, malato di sla ed ex presidente della Provincia di Cagliari, che sollecitava una risposta al suo appello: «È umano costringere una persona e i suoi cari a un tale fardello di prolungata indicibile sofferenza?», aprendo un dibattito sulla fine della vita. «Mi chiedo e vi chiedo: perché costringermi ad andare in Svizzera invece di poterlo fare vicino ai miei affetti, nella mia terra, nella mia patria? Ancora, mi chiedo e vi chiedo: se, come temo, non potrò andare in Svizzera, in ragione di insuperabili ostacoli logistici ed emozionali, in quale altro modo potrò realizzare la mia volontà se non col rifiuto di acqua e cibo e, dunque, con una lenta morte per sete e fame? Da metà del 2013 sono completamente immobilizzato, vivo con un tubo che collega, 24 ore al giorno, il mio naso a un respiratore meccanico, le mie funzioni vocali sono fortemente compromesse, non avendo più il riflesso difensivo della tosse, mangio e bevo ogni volta con il terrore che qualcosa vada di traverso, generando una situazione terribile di soffocamento», aveva sottolineato Piludu. La risposta è arrivata a Natale da Becciu: «Il Papa è rimasto colpito dal fatto che lei, anche in questa tragica situazione e pur non avendo alcuna fede religiosa riesca a dare ancora un senso alla sua esistenza».
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