Che differenza di stile. non è l’abito che fa il monaco
La splendida sfida di basket tra Sassari e Milano porta con se una sola macchia. Quella del pubblico milanese (o di parte di esso)e del suo allenatore Banchi che con cori ed esternazioni hanno...
La splendida sfida di basket tra Sassari e Milano porta con se una sola macchia. Quella del pubblico milanese (o di parte di esso)e del suo allenatore Banchi che con cori ed esternazioni hanno ritenuto di poter offendere la gente di Sardegna, la sua storia e la sua cultura.
Al contrario, la risposta dei dirigenti della Dinamo connotata da apprezzabile silenzio, quella del coach Sacchetti improntata a parole di grande equilibrio, e quella della squadra caratterizzata da furore esclusivamente agonistico, hanno esaltato la dignità e l’orgoglio di questa terra.
Una grande lezione di stile impreziosita da una straordinaria vittoria.
Ma a proposito di stile: pare che nel corso della notte dopo la sconfitta della sua squadra “Re Giorgio” Armani abbia avuto un incubo. Vedeva scorrere nel sonno le immagini dell’ultimo spot pubblicitario con tutti i suoi giocatori che indossavano splendide divise, occhiali perfetti e simpatici cappellini.
Ma guardando bene i fotogrammi vedeva che i volti di Gentile, Samuel, Moss e Melli erano sostituiti da quelli di Sanders, Lawall, Logan e Sacchetti. Peraltro l’eleganza delle sue divise lo convinceva ancora di avere superato la sfida.
Senonchè, mentre tentava di riprendere sonno, un forte vento di maestrale faceva arrivare alle sue orecchie il suono di cinquemila campanacci. Tornava così bruscamente alla realtà (della sconfitta) e, soprattutto, capiva definitivamente una cosa: non è l’abito che fa il monaco.
Agostinangelo Marras
avvocato
ex giocatore
ex dirigente della Dinamo
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