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A Parigi più alloggi ed espulsioni

A Parigi più alloggi ed espulsioni

Giro di vite sugli irregolari, l’Eliseo promette sforzi per i rifugiati

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PARIGI. La Francia annuncia un ulteriore giro di vite per l’espulsione e l’accompagnamento alla frontiera dei migranti irregolari. Ma anche la creazione di circa 10mila alloggi in più per chi invece richiede l’asilo o ha già acquisito lo status di rifugiato. Dopo le polemiche sui tre successivi sgomberi a Parigi e l’emergenza a Ventimiglia, il governo del premier socialista, Manuel Valls, passa all’azione con una serie di nuove «misure per evitare che in futuro si formino accampamenti precari indegni per il nostro Paese e che pongono problemi sanitari e di sicurezza».

Nelle ultime due settimane, Parigi è stata teatro di un vero e proprio psicodramma. Una situazione che ha avuto un impatto diretto sulla linea dura poi adottata al confine di Ventimiglia. Dal primo sgombero dello scorso 2 giugno sul Pont de la Chapelle, a rischio epidemia, nei pressi della Basilica di Montmartre, centinaia di disperati - esaurite le due o tre notti di hotel messe a disposizione dallo Stato nella banlieue di Parigi - hanno cominciato a vagare come fantasmi nella capitale, cercando ogni volta di riformare accampamenti di fortuna sistematicamente sgomberati dagli agenti in tenuta anti-sommossa. È ancora viva nella memoria di tanti pendolari parigini l’immagine dei migranti spinti a forza dagli agenti all’interno dei vagoni del metro della linea 2. Un goffo tentativo per cercare di disperderli dopo l’evacuazione di un secondo accampamento nei pressi della chiesa di Saint-Bruno.

La scorsa settimana, il terzo e ultimo clamoroso sgombero della Halle Pajol, con la catena umana formata da politici e associazioni per evitare che i migranti venissero caricati sui camion della Police Nationale. Non sono mancati lacrimogeni e presunte violenze della polizia. Una situazione esplosiva, con lo stesso sindaco, Anne Hidalgo, che in tv si appellava a Valls affinché desse il proprio via libera alla creazione di una struttura temporanea per l’alloggio di tutti i migranti, rifugiati e non. Al tg delle 20, il premier ha però risposto picche tornando invece a chiedere all’Italia di creare sul suo territorio dei centri ad hoc per distinguere fin da subito chi ha diritto all’asilo e chi va espulso.

Quello presentato ieri da Parigi è un delicato esercizio di equilibrismo tra «umanità» e fermezza«. Da una parte, il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve ha annunciato la creazione entro il 2016 di un totale di 9.500 alloggi in più per rifugiati e richiedenti asilo a cui si aggiungeranno 1.500 posti d’urgenza per i migranti in transito. Dall’altra, verranno ulteriormente rafforzate le procedure di riaccompagnamento alla frontiera ed espulsione. Obiettivo del ministro è anche raddoppiare i rimpatri volontari.

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