«Abbiamo perso la dimensione popolare»
Le conclusioni della direzione del Pd sull’analisi del voto arriveranno la prossima settima. Dopo una decina d’interventi, il dibattito a porte chiuse (meno che la relazione del segretario) è stato...
Le conclusioni della direzione del Pd sull’analisi del voto arriveranno la prossima settima. Dopo una decina d’interventi, il dibattito a porte chiuse (meno che la relazione del segretario) è stato rinviato di qualche giorno. Nel frattempo, è stata approvata l’ultima proposta del piano energetico e decisa la convocazione dell’assemblea per permettere ai civitatiani che non sono usciti dal partito di riavere la loro rappresentanza. Nella prima parte del dibattito, è intervenuto il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau (foto): «La coalizione dev’essere coinvolta nelle scelte. Non facciamo l’errore di un Pd che vuole sopraffare gli alleati, perché solo se continueremo a essere uniti, riprenderemo a vincere». Concetto rilanciato da Pietro Cocco, capogruppo in Consiglio: «Costruiamo sempre più in fretta quel progetto di Sardegna con cui tutto il centrosinistra ha vinto le elezioni regionali del 2014». Il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, tra l’altro il solo a lasciarsi sfuggire la parola rimpasto, ha sottolineato: «Partito e coalizione devono avere un confronto continuo con la Giunta e se serve, e spesso serve, dobbiamo essere pronti a stimolarla». Critico Tore Cherchi, che ha chiesto alla segretaria «una nuova organizzazione e più momenti di confronto in cui dobbiamo passare dai buoni propositi alla concretezza». Ancora più critico Yuri Marcialis: «Abbiamo perso quella dimensione popolare che il Pd ha sempre avuto. Qualcuno ci ha fatto credere che doveva nascere chissà quale Partito della Nazione, ma gli elettori ci hanno risposto che si aspettano ben altri cambiamenti». Il deputato Emanuele Cani ha sollecitato il partito a fare chiarezza sui modelli di sviluppo: «Qual è la politica del Pd sull’industria?» e Chicco Porcu gli ha risposto: «Spetta a noi fare le proposte e metterle al centro del dibattito».
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