Ha vinto la squadra che non si è mai persa
Coach Sacchetti: triplete? Sì, ma sono più Ancelotti che Mou
INVIATO A REGGIO EMILIA. "Il triplete come Mourinho? Insomma, io sono sempre stato simpatizzante del Milan e mi accostano di più ad Ancelotti".
Meo Sacchetti a fine gara mostra una serenità difficile da credere. E manda in scena uno dei suoi migliori show.
Prima chiede un sigaro allo stesso giornalista che glielo aveva offerto, in una situazione psicologica molto differente, alla fine di gara 5. E poi aggiunge: "Sì, Ancelotti. Anche per l'appetito? Certo, anche per quello".
"Il futuro? No, non ho intenzione di dimettermi - dice -, ma non nego che a un certo punto sono stato molto vicino a Varese".
Il coach biancoblù prende un respiro profondo e analizza l'ultima fantastica partita di questa stagione trionfale.
"Questa partita è stata un po' un controsenso - dice Sacchetti -. C'è stato un pessimo avvio ma piano piano abbiamo acceso il motore. A questo punto della stagione la posta in palio è pesante e altissima. È il bello del basket e dello sport, quando una gara 7 di finale finisce con uno scarto minimo significa che entrambe le squadre meritavano, ma arrivare secondi non conta molto, alla lunga viene ricordato soltanto chi vince".
Un avvio da incubo, dunque, nel quale la Dinamo dopo il 2-2 iniziali ha subito un break di 19-2 e ha chiuso il primo quarto sotto di 17 punti.
Poi all'improvviso i biancoblù hanno finalmente iniziato a giocare, in avvio della seconda frazione. Un break di 11-0 che sarebbe potuto essere ben più ampio se i sassaresi non avessero fallito una marea di tiri liberi (già 7 a metà gara).
Meo Sacchetti fa spallucce e alza il ditino: "C'è una cosa che volevo dire da tempo ed è un appunto che mi pare il momento di fare: ultimamente è sembrato quasi che la finale Reggio-Sassari fosse una finale tra una squadra italiana e una squadra straniera. Non è così, noi rappresentiamo una città e una regione, e abbiamo fatto la squadra sulla base di quello che il regolamento permette. Insomma, siamo due squadre diverse e devo dire anche che il progetto Reggio è molto bello e che Della Valle ha fatto cose che nessuno si sarebbe aspettato. Davvero bravo. Ora che è finito il campionato tiferemo per l'Italia, ma ora ci godiamo lo scudetto di Sassari".
E poi lo scontro tra Sosa e un tifoso.
"Edgar è stato uno stupido a reagire, ma devo dire che non è facile mantenere i nervi saldi quando un tifoso entra in campo e ti mette le mani addosso. Sì, forse in quel momento è arrivata la scossa: potevamo mollare definitivamente oppure metterci ancora più rabbia".
Coach Meo Sacchetti ha vinto tre trofei nella stessa stagione con il figlio Brian in campo, il figlio minore Tommy a bordo campo e sua moglie seduta in parterre.
"E' stato molto bello, non lo nego - dice il coach dei biancoblù sassaresi senza sbilanciarsi troppo -. Penso che chi abbia provato una cosa del genere faccia fatica a descriverla. Sì, sono felicissimo".
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