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i tifosi

Lacrime, sudore e gioia sul parquet

Gli ultimi 10” secondi interminabili, poi balli, canti e abbracci

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REGGIO EMILIA. Il coro della curva dedicato a Giovanni Cherchi. Lacrime, sudore e gioia riversati a fiumi sul parquet. La festa scudetto impazza al “PalaBigi”, i tifosi si abbracciano fra loro, i giocatori si abbracciano fra loro, abbracciano i loro cari, un'isola intera che, nel pieno delirio, aspetta il ritorno dei suoi giganti. Il giorno della finalissima scudetto comincia molto presto, figlio di una notte in cui pochi, a Sassari e in Sardegna, sono riusciti a dormire.

Pochissimi i posti disponibili nel caldo e affollato palazzetto di Reggio Emilia, tantissime le richieste. Alessandro, medico sassarese in trasferta a Bologna, il tagliando per la storia non l'ha trovato ma «sono venuto lo stesso, troppo forte la voglia di esserci, anche fuori dal palazzetto, ma presente». I sardi si mobilitano, raggiungono gli aeroporti isolani, sbarcano dove è possibile, dove tratte, orari, logistica e costi lo consentono. "Dinamo Dinamo" canta il Commando versione trasferta, e "Chi non salta non ci crede", coro che coinvolge anche chi retro canestro al fianco della panchina del Banco, trepida e sostiene la squadra. Una muraglia di maglie bianche con un cuore al centro si erge a difesa della Grissin Bon, fischia forte alla presentazione della Dinamo, agita bandiere, cartelli e foto della #facciacattiva di Della Valle.

Il caldo e la folla si fanno sempre più asfissianti, Reggio segna e i fischi a contorno delle azioni sassaresi sono sempre più forti. Teso il clima, sul 57-56 Grissin Bon. I volti sugli spalti sono contratti, qualcuno maledice la mano di Logan dall'arco, il sorpasso di Dyson è bavaglio pesantissimo.

Boato isolano al canestro di Dyson, non è finita...inferno biancorosso: i liberi di JD sono preghiere alla divinità del basket: esaudite fra gli osanna dei 90 eroici biancoblù. Dieci secondi sono una vita, non passano mai. il silenzio del palazzo è agghiacciante. Silenzio che si trasforma in frastuono al grido di Dinamo Campione d'Italia.

Giovanni Dessole

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