La Nuova Sardegna

Soru: «Nessuno si senta sotto processo»

Pd, dopo il flop alle amministrative il segretario invita a voltare pagina e superare le divisioni

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CAGLIARI. Il colpo di spugna sulla sconfitta alle amministrative non poteva esserci, quello sugli ultimi giorni di guerra intestina è arrivato. Nell’intervento di chiusura alla direzione regionale del Pd, il segretario Renato Soru è stato categorico sul recente passato e soprattutto sul futuro della coalizione che ha vinto le regionali del 2014. «Dalla riflessione – ha detto – dobbiamo passare in fretta a essere protagonisti di un progetto che ridia alla Sardegna un futuro. Se non siamo stati capiti, dobbiamo mettere da parte le contrapposizioni, e riconquistare il nostro ruolo di proposta in un confronto serrato e continuo con i cittadini». Per aggiungere subito dopo e con un chiaro riferimento ai fuochi d’artificio di questi giorni all’interno della maggioranza e anche in quella che è sembrata una sfida fin troppo accesa fra la Giunta e i partiti. «Nessuno – ha detto Soru – deve sentirsi minacciato. Chi fa parte della coalizione ha il dovere di proporre e suggerire le soluzioni. La Sardegna deve essere il nostro obiettivo comune, ma non basta dire o gridare che siamo sardi per uscire dalla crisi. Servono impegno e condivisione senza cercare colpevoli, perché nessuno li ha voluti mai cercare». Il caso della crisetta di giugno sembra chiuso. nel conclave del 13 luglio, sarà trovata la sintesi politica, ma senza aver più l’incubo di un rimpasto in Giunta comunque e per forza. Dopo la direzione del Pd e il vertice di giovedì fra la Giunta e i consiglieri regionali di maggioranza, pare evidente che Soru e il presidente della Regione Francesco Pigliaru abbiano ripreso a parlare con lo stesso linguaggio: quello dei fatti. Certo, per il partito di maggioranza relativa resta da capire come superare in fretta quelle divisioni interne che hanno provocato la sconfitta elettorale nei ballottaggi a Nuoro e a Porto Torres. «Le lacerazioni in alcuni Comuni – ha detto Carlo Prevosto – partono da lontano e non siamo riusciti a ricucirle. Anz,i abbiamo subito, soprattutto a Nuoro, una guerra fra bande sulla pelle del partito». Per Antonio Arghittu l’effetto di questo passato turbolento è stato che «alle elezioni la nostra coalizione si è presentata con meno entusiasmo di quelle avversarie e abbiamo il prezzo più pesante, quello della sconfitta». Peppino Pirisi è stato ancora più deciso nel dire: «Ci sono stati eccessi di personalismo inaccettabili e una degenerazione di tipo correntizio per inseguire solo vantaggi dei singoli». Sono questi gli errori che il Pd ha commesso e continuare a farsi del male sarebbe diabolico.

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