Esercitazioni, riparte la trattativa
Dopo lo strappo nuova riunione del Comipa e incontri tra la Giunta e la Difesa
SASSARI. Prima il botta e risposta tra Difesa e Giunta, adesso un armistizio: tregua provvisoria, s’intende. Su esercitazioni, bonifiche e servitù ieri giornata di silenzio in attesa di possibili sviluppi politici. Sono in vista, soprattutto, un aggiornamento d’incontri Giunta-Difesa e una riconvocazione del Comipa dopo lo strappo dei giorni scorsi, quando i membri civili di nomina regionale avevano abbandonato la seduta lasciando soli al tavolo i rappresentanti delle forze armate.
Il motivo della protesta era stato chiarito da Gianni Aramu, uno dei delegati dell’amministrazione sarda con più esperienza all’interno del Comitato paritetico misto: «Con un atteggiamento che ha lasciato adombrare la possibilità di una revisione dei tempi di stop all’addestramento nei poligoni, i militari hanno cercato di eludere i chiarimenti da noi richiesti sia sul recupero degli inerti nelle basi sia sulle esercitazioni da programmare per gli ultimi tre mesi dell’anno».
Era seguita una nota di spiegazioni da parte del sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi. Nella quale si ribadivano le competenze del ministero su diversi aspetti della questione e veniva rimandata al tavolo tecnico con la Regione un’altra rosa di aspetti da approfondire. «In ogni caso i termini dell’accordo sull’alt all’addestramento estivo nel periodo che va dal primo giugno alla fine di settembre non possono essere messi in discussione da chicchessia», ha puntualizzato il giorno dopo il governatore.
Ora la parola passa alle nuove trattative possibili. Nessuno per il momento si sbilancia a parlare di date e previsioni degli incontri. Ma è ovvio che presto altri vertici si dovranno tenere. Non fosse altro che per dare il via al programma di addestramento previsto per fine 2015. A ogni modo sull’intera partita delle servitù militari si stanno mobilitando anche rappresentanti del centrodestra. Tanto che il capogruppo di Fi in consiglio regionale ha chiesto al presidente Francesco Pigliaru di riferire in aula. Insomma, l’attesa e le tensioni sotto traccia continuano. (pgp)
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