La Nuova Sardegna

Immersione fatale, muore corallaro

di Gianni Olandi
Immersione fatale, muore corallaro

Il corpo senza vita di Piero Capula, 63 anni, è stato trovato da un robot a 104 metri di profondità. Aperta un’inchiesta

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ALGHERO. La pesca del corallo ha preteso una nuova vittima, a circa 5 miglia a Nord Ovest di Capo Caccia, un sub corallaro di Castelsardo, Piero Capula, 63 anni, residente nella frazione di Lu Bagnu, sposato e con una figlia, non è risalito sulla sua barca appoggio al termine di una immersione alla ricerca dell’oro rosso che stava effettuando nel fine mattina di ieri.

Il suo corpo è stato recuperato alcune ore più tardi, dopo ripetute e affannose ricerche, coordinate dall’ufficio marittimo di Alghero che non appena avuta la segnalazione ha fatto uscire in mare diverse unità navali attivando il dispositivo di emergenza. Una sorta di codice rosso che prevede l’immediato raggiungimento del luogo dove è segnalata l’emergenza. La segnalazione riferiva della mancata risalita in superficie di un sub che si era immerso a una profondità di circa 83 metri.

La zona dove si temeva una nuova tragedia è stata raggiunto a tutta forza dei mezzi navali della capitaneria. La stessa guardia costiera ha autorizzato alcuni privati a partecipare alle operazioni di recupero utilizzando un Rov (Remotely operated vehicle), un robot subacqueo teleguidato che consente l’ispezioni di fondali e il recupero direttamente da bordo. Ed è stato proprio il robot a trovare a 104 metri di profondità il sub ormai privo di vita. Al mesto recupero era presente anche Fausto Troisi, storico sub corallaro algherese che da anni si batte perché il robot in questione venga autorizzato per la pesca del corallo. Tragedia come quella che si è consumata ieri mattina nel mare di Alghero si sarebbe potuta evitare. Come tutte quelle avvenute negli ultimi tre anni. Emblematicamente quel robot che le istituzioni regionali negano per la pesca del corallo, e che trova contrasti anche all’interno della stessa categoria, è autorizzato per il recupero delle vittime di questo mestiere, sempre più difficile e azzardato per le profondità che si debbono raggiungere.

Le cause della disgrazia non sono ancora note, diverse le ipotesi sulle ragioni che possono aver provocato la morte di Piero Capula. Si fa riferimento a un improvviso malore o a qualche problema di ordine tecnico legato alla attrezzatura. La salma del corallaro è rientrata in porto a bordo di una motovedetta della Guardia Costiera e trasferita nel centro di medicina legale per la perizia necroscopica. Sul decesso del sub cerca chiarimenti anche la magistratura sassarese che sull’episodio sta svolgendo approfondimenti di merito. Quando i soccorritori, gli uomini della guardia costiera, i colleghi corallari e i volontari hanno individuato il corpo del sub privo di vita, un senso di sconforto e forte emozione ha coinvolto tutti. Il prezzo di questo antico mestiere continua a essere sempre troppo alto.

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