L’esperto: pecore superselezionate
Il professor Giuseppe Pulina spiega le forti trasformazioni in atto nell’isola
SASSARI. «Non c’è dubbio, la pastorizia è cambiata in modo profondo: non ha più nulla a che fare con quella che ho conosciuto da ragazzo quando ho cominciato a studiare in Agraria e ora le pecore sono superselezionate». Per Giuseppe Pulina, docente del dipartimento sassarese e commissario straordinario dell’Ente foreste, la prima fase di questo fenomeno è cominciata negli anni Settanta. «Con la fuga dai pascoli e dalle campagne per andare a lavorare negli stabilimenti industriali di Porto Torres e Ottana», dice.
Ma quand’è cominciata la selezione delle pecore sarde?
«Sin dal 1928. Ma naturalmente è stata ripresa più di recente. Fatto che ha contribuito all’aumento del numero dei capi per gregge, oltre alla diminuzione di aziende e addetti».
Quali sono stati gli altri passaggi significativi nel processo di cambiamento?
«Con la legge De Marzi-Cipolla c’è stato prima un massiccio trasferimento di appezzamenti dall’affitto alla proprietà. In seguito, con un allevamento divenuto così più stanziale, sono intervenuti i progressi tecnologici e scientifici: mungitrici, mangimi migliorati e così via».
A quale periodo esattamente risalgono le ultime trasformazioni?
«Vanno dai primi anni Duemila a oggi. Con la depressione del prezzo del latte e la sovrapproduzione di “romano” nel 2006-2007 molte aziende hanno chiuso e ha chi ha resistito è stata costretta a diventare più efficiente: all’epoca si pagava un litro 50 centesimo mentre ora si arriva a punte di 1,20-1,40 euro».
Altri fattori che hanno provocato mutamenti?
«I premi per il benessere animale e la cura del patrimonio ovino hanno dato una mano ai pastori più scrupolosi. Il sistema attuale, grazie anche alle nuove generazioni, è così frutto di un apparato più adeguato, rinnovato in profondità». (pgp)
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