Abbanoa intensifica i controlli sull’acqua
Con le alte temperature aumenta l’attività di potabilizzazione: nell’isola 45 impianti in funzione
SASSARI. Crescono i volumi dell’acqua potabilizzata e cresce l’intensità dei trattamenti: con l’aumentare dei consumi dovuti alle alte temperature e delle presenze nelle località turistiche si intensifica l’attività di potabilizzazione di Abbanoa.
Sono 45 gli impianti attualmente in esercizio (11 al Nord Sardegna; 18 al centro di cui 3 stagionali; 16 nella macroarea Sud), un vero sistema di produzione industriale che garantisce la potabilizzazione e distribuzione delle acque potabili in una regione la cui risorsa proviene per l’85% da laghi artificiali. Uno sforzo che durante la stagione estiva viene intensificato a causa delle alte temperature, che incidono sia sull’aumento dei consumi sia sulla qualità delle acque in arrivo ai potabilizzatori, in alcuni casi non proprio ottimali o con presenza di alghe. Acque che nella stagione estiva necessitano quindi di trattamenti più spinti e controlli più frequenti.
Nella nostra Regione le acque sono soggette a diverse classificazioni. «Abbanoa - fa sapere con una nota - con una serie di trattamenti – ossidazione, flocculazione/decantazione, filtrazione, assorbimento, disinfezione – che presuppongono l’utilizzo di processi e reagenti a tutela della salute dei cittadini, garantisce un’acqua di ottima qualità». E sempre grazie all’introduzione di nuovi reagenti nel trattamento delle acque, Abbanoa sta ottimizzando i processi di potabilizzazione con risparmi di carattere economico che vanno a incidere sull’intero ciclo dell’acqua. È recente, in questo senso, la promozione di Altroconsumo sull’acqua distribuita dal Gestore a Cagliari, che si è confermata tra le più buone d'Italia (l'indagine ha riguardato 35 città includendo tutti i capoluoghi di regione più altri centri particolarmente popolosi). La produzione dell’acqua potabile è ottenuta dal trattamento nella quasi totalità di acque superficiali, pertanto risente di diversi fattori legati anche alle oscillazioni della richiesta nell’arco dell’anno e alle variazioni climatiche.
La Sardegna non ha risorse proprie e deve potabilizzare l’85 per cento dell’acqua immessa in rete, con costi altissimi, resi ancora più gravosi dal livello di dispersione. Per fronteggiare questa situazione Abbanoa sta anche portando avanti un’azione di adeguamento degli impianti esistenti. Le acque di superficie accumulate negli invasi distribuiti nel territorio nel 2014 hanno garantito una produzione di risorsa idrica pari a circa 252 milioni di metri cubi.
Esiste un minimo prelievo di acque sotterranee che, con esclusione di alcuni sistemi sorgentizi di origine carsica e di alcuni campi pozzi, sono costituiti da oltre un centinaio di piccole sorgenti e pozzi: il prelievo annuo da questo tipo di acque non supera però i 50 milioni di metri cubi e la loro capacità di produzione è legata agli andamenti climatici.
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