La università sarde in coda nella classifica
Sole 24 Ore: bocciate per ricerca, didattica e dagli studenti. I due rettori: «No, non è tutto da buttare»
SASSARI. Bocciate in quasi tutte le materie, persino dagli studenti, ma difese a spada tratta dai due rettori. Università sarde agli ultimi posti della classifica nazionale, lontanissime dal podio occupato da Verona, Trento e (a pari merito) da Bologna e Politecnico di Milano, sia per qualità della didattica che per la ricerca.
Anche nel giudizio dei laureandi sui corsi Cagliari è penultima. Mentre Sassari è sempre nell’elenco dei peggiori, ma si consola con il quarantacinquesimo posto assieme a Parma, Trieste, Roma Foro Italico, Napoli Federico II. È quanto emerge dall’indagine che il quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” realizza ogni anno in base alle informazioni delle banche dati del ministero. Dalla ricerca del quotidiano economico è quello del capoluogo, tra i due atenei sardi, quello messo peggio. Cagliari risulta infatti al cinquantanovesimo posto (terzulitmo) nella graduatoria che somma ricerca e didattica. Mentre Sassari è un pò più avanti, alla quarantasettesima posizione (su 61 atenei statali) assieme a Lecce e Bari Politecnico. Un'analisi che non trova d'accordo il rettore dell'università di Cagliari Maria del Zompo. «Ogni testata stila le sue classifiche e spesso - spiega il rettore - pur utilizzando gli stessi dati ministeriali ottiene risultati molto diversi, non sempre spiegati bene nel dettaglio. Quanto alla ricerca, ad esempio, Cagliari è recentemente rientrata nello “Shangai Ranking”, che valuta gli atenei di tutto il mondo con parametri da “academic ranking”. Eppure secondo l'analisi del Sole 24 Ore per quanto riguarda la didattica Sassari è quarantaduesima, mentre Cagliari è in cinquantesima posizione assieme a Bari, Bari Politecnico e Foggia. Va anche peggio nella ricerca: Sassari quarantanovesima, Cagliari cinquantaseiesima. Gli atenei dell'isola sono nelle ultime 15-17 posizioni in vari indicatori. A cominciare, ma era facile ipotizzarlo considerata la posizione geografica, dall'attrattività, cioè dalla percentuale di immatricolati di altre regioni. Cagliari è terzultima (sotto ci sono solo Palermo e Catania) e Sassari quintultima. Ma il rettore di Sassari non vede tutto così nero e riesce a trarre spunti interessanti. «La classifica degli atenei italiani stilata dal Sole 24 ore - spiega Massimo Carpinelli - presenta una evidente stortura nel comparare tutte le università italiane indipendentemente dalla loro dimensione: un Ateneo di dimensioni medie come Sassari deve essere messo a confronto con realtà analoghe. Ciò detto - aggiunge - anche questa graduatoria rivela molti elementi positivi per il nostro ateneo. Dal confronto con la situazione dello scorso anno - spiega Carpinelli - emergono elementi positivi: abbiamo scalato tre posizioni in questa classifica, salendo dal 50° al 47° posto. Vorrei sottolineare il risultato conseguito sotto l’indicatore Mobilità internazionale - aggiunge con orgoglio il rettore dell’ateneo turritano - dalla 17esima posizione dello scorso anno, l’ateneo di Sassari è balzato addirittura al 4° posto grazie alla quantità di crediti formativi, in costante crescita, ottenuta dai nostri studenti all’estero. L’Università di Sassari si comporta bene anche sul fronte della “Sostenibilità” (numero medio dei docenti di ruolo) - dice Carpinelli - passando dal 18° al 14° posto in Italia. Il nostro ateneo inoltre, secondo il Sole 24 Ore, è tra i primi 15 atenei statali anche per la percentuale di crediti ottenuti dagli studenti durante gli stage, siamo al 12° posto - conclude - e tramite il nuovo Sevizio Job Placement questo risultato potrà solo migliorare». Nel mentre però per Il Sole 24 Ore Sassari cinquantacinquesima assieme a Messina, va male anche nella classifica della dispersione, cioè della percentuale degli studenti che non confermano l'iscrizione al secondo anno.
E malissimo va Cagliari, penultima, nella graduatoria relativa all'efficacia (media pro capite dei crediti formativi ottenuti in un anno dagli iscritti attivi). Nella stessa classifica Sassari. Eppure per Maria Del Zompo per un’altra graduatoria, quella del Censis-Repubblica, l’Università di Cagliari risulta al nono posto tra gli atenei medio-grandi. «Credo sia importante entrare nel merito valutando la qualità degli indicatori considerati e il loro progressivo miglioramento - spiega il rettore di Cagliari - da questo punto di vista Cagliari ha deciso di dotarsi di un sistema di monitoraggio - trasparente e scientifico - fatto di indicatori chiave su didattica, ricerca e internazionalizzazione, ma anche di alcuni parametri qualitativi che vengono tra l’altro inviati periodicamente al Ministero. Questo ci consentirà di tenere la situazione sotto controllo e intervenire tempestivamente sui punti di debolezza».
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