La Nuova Sardegna

LA RIVOLUZIONE»DIFFICOLTA’ E POLEMICHE

di Alessandro Pirina
LA RIVOLUZIONE»DIFFICOLTA’ E POLEMICHE

OLBIA. La Gallura si è convertita alla differenziata. E in qualche modo anche all’inciviltà. Perché se da un lato la percentuale dei rifiuti diversificati sale in maniera vertiginosa - Olbia in pochi...

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OLBIA. La Gallura si è convertita alla differenziata. E in qualche modo anche all’inciviltà. Perché se da un lato la percentuale dei rifiuti diversificati sale in maniera vertiginosa - Olbia in pochi mesi è passata dal 23 per cento a oltre il 60 -, in maniera altrettanto vertiginosa cresce il numero delle discariche abusive di sacchetti e bustoni. Un fenomeno che nelle ultime settimane riguarda soprattutto quei Comuni che hanno sposato il porta a porta a ridosso della stagione estiva, quando non solo devono riuscire nell’impresa di educare i pochi residenti, ma anche i tanti, tantissimi turisti ignari (spesso consapevoli) delle nuove regole.

San Teodoro. Un esempio è dato da San Teodoro, dove la raccolta differenziata è cominciata a marzo, quando il centro costiero conta poco più di 4mila abitanti. Una rivoluzione che ha dato problemi fin da subito, figurarsi ora che la località turistica arriva a quota 40mila presenze. «La situazione è in miglioramento – sostiene il sindaco Domenico Mannironi, in carica da giugno –, ma il capitolato andava fatto in maniera più precisa, prevedendo le difficoltà che infatti stiamo incontrando». Il sindaco racconta di come, in queste settimane, abbia incentivato i ritiri negli alberghi e nei ristoranti, le frequenze per la plastica, la pulizia delle strade, ma anche le sanzioni ai trasgressori. «La polizia locale mette una quindicina di multe al giorno. La maggior parte è gente di fuori, che a casa propria non ha problemi a differenziare, ma qui sì. Come quel turista di un villaggio di Capo Coda Cavallo che, ripreso da un mio assessore mentre gettava un sacchetto, ha risposto di non essere venuto in vacanza per fare la differenziata».

Golfo Aranci. L’ultimo comune a varare il porta a porta è stato Golfo Aranci, dove il servizio è decollato solo il 6 luglio, neanche un mese fa. Dal centro abitato il Comune sta provvedendo a eliminare tutti i cassonetti, più o meno come è accaduto a Olbia nei mesi scorsi. Di qui la caccia ai cassoni superstiti per lasciare i sacchetti di rifiuti indifferenziati. Un fenomeno che avviene soprattutto vicino alle spiagge di Cala Sassari e Nodu Pianu. «Purtroppo è una situazione che va avanti da mesi, da quando è partito il porta a porta a Olbia– racconta il vice sindaco Mario Mulas, nonché responsabile della De Vizia –. Ma mentre a febbraio venivano in processione fiorini e fuoristrada dalle zone commerciali di Olbia, oggi sono soprattutto cittadini comuni che vengono ad abbandonare il sacchetto. E lo fanno nello stesso punto in cui fino a qualche giorno fa c’era il cassonetto verde».

Olbia. La rivoluzione della differenziata, per quanto già attiva in altri comuni, è comunque partita da Olbia, che con i suoi 60mila residenti - e altri 10mila almeno non registrati - ha dovuto modificare tutto il suo vocabolario in tema di rifiuti. Un cambiamento epocale che ha inevitabilmente avuto effetti drammatici sul decoro urbano. «Ma la situazione è migliorata – assicura l’assessore all’Ambiente, Giovanna Spano –. Oggi i numeri ci dicono che siamo dalla parte giusta. A dicembre taglieremo il traguardo del 65 per cento. E anche la quantità dei rifiuti abbandonati si è ridotta notevolmente». Solo Porto Rotondo rappresenta una criticità, perché lì il porta a porta decollerà solo dopo l’estate e ancora sono presenti i cassonetti, presi d’assalto da chi nel territorio non vuole adeguarsi alle regole del vivere civile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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