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lo tsunami giudiziario

Caos e servizi decapitati, effetto-domino in paese

di Salvatore Santoni
Caos e servizi decapitati, effetto-domino in paese

SORSO. Uno tsunami che dalla costa di Marritza risale verso la città a lambire le stanze del palazzo comunale. È questa la percezione degli effetti dell’inchiesta della Procura, che indaga sui lavori...

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SORSO. Uno tsunami che dalla costa di Marritza risale verso la città a lambire le stanze del palazzo comunale. È questa la percezione degli effetti dell’inchiesta della Procura, che indaga sui lavori fatti nell’abitazione del vicepresidente del Consiglio regionale, Antonello Peru. Sei gli indagati, tra i quali due ingegneri dell’ufficio tecnico e il comandante dei vigili urbani: quanto basta per poter affermare che il centro della Romangia attraversa uno dei momenti più cupi della storia. Alcune indiscrezioni - circa la notifica di provvedimenti da parte della Fnanza - hanno iniziato a circolare in città già nei giorni scorsi suscitando sconcerto e preoccupazione. L’altro ieri, durante la manifestazione “Calici di stelle”, i rumors risuonavano di calice in calice fra un brindisi e l’altro.

Gli effetti dell’inchiesta rischiano di mandare gambe all’aria per i prossimi quattro mesi la Polizia intercomunale della Romangia. Infatti, l’interdizione a carico del comandante Enrico Cabras, che lavora sia a Sorso sia a Sennori, lascia i due Comuni senza coordinamento dei vigili. Ieri i due sindaci Giuseppe Morghen e Roberto Desini si sono sentiti al telefono ma oggi si incontreranno per trovare una soluzione.

Grandi difficoltà avrà l’ufficio tecnico comunale di Sorso, senza responsabile del servizio Manutenzioni e, soprattutto, senza il dirigente del secondo settore (è anche responsabile di servizio Lavori pubblici, Politiche ambientali, Espropriazioni e Patrimonio): un duro colpo per l’amministrazione comunale, chiamata ora a evitare la paralisi degli uffici. La vicenda legata alla casa di Peru è tornata d’attualità a distanza di qualche mese dall’avvio delle indagini per presunti abusi, destando scalpore e sconcerto per le persone coinvolte, di cui è nota la professionalità. I sorsensi erano rimasti fermi al 25 marzo 2015, quando il vice presidente del Consiglio regionale intervenne in aula - all’ordine del giorno la nuova “legge edilizia” – per commentare la situazione della sua abitazione di Marritza. «Non solo non ho mai commesso un abuso – disse in quella occasione –, ma le circostanze riferite nell’esposto che ha generato le dovute verifiche e i sopralluoghi delle autorità e degli uffici competenti, è privo di qualunque fondamento e non ha alcuna attinenza allo stato dei fatti». Nel frattempo, l’inchiesta della Procura andava avanti, culminando con le misure interdittive disposte dal Gip nei giorni scorsi.

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