Concorso Asl: è bufera Indagati Peru e 3 primari
Gli avvisi di garanzia sono sei: tra le accuse abuso di ufficio e corruzione
SASSARI. Dei concorsi alla Asl di Sassari si vocifera da anni e trasparenza e meritocrazia non sembrano i canali privilegiati di ingresso. Le intercettazioni scoperchiano un pentolone dove si cucinano assunzioni condite con generose raccomandazioni. La voce che ha fatto sollevare le antenne alla Procura è quella di Antonello Peru, intercettato nell’ambito dell’inchiesta sugli abusi edilizi della sua villa di Marritza. Il periodo è il marzo e aprile del 2015, quando l’Asl 1 si accingeva a selezionare attraverso un un concorso pubblico nove posti di dirigente medico di ortopedia e traumatologia all’ospedale Civile. Per ora il gip Giuseppe Grotteria ha scritto nel registro degli indagati il primario del reparto di Ortopedia di Sassari Francesco Cudoni, il responsabile del procedimento Katia Spanedda, i componenti della commissione giudicante Peppino Mela (primario ortopedia di Olbia), Luciano Cara (primario traumatologia marino di Cagliari), poi la candidata con la spintarella Marcella Rassu, che al concorso si è piazzata quarta e infine il vicepresidente del Consiglio regionale Antonello Peru. Per tutti, e a vario titolo, le accuse sono concorso in abuso d’ufficio, falso ideologico e corruzione. Il pm Carlo Scalas ha chiesto la sospensione di otto mesi per tutti i cinque medici indagati. Il giudice si riserverà di adottare il provvedimento interdittivo dopo l’interrogatorio di garanzia. Quanto ad Antonello Peru, invece, la Procura intende approfondire lo scenario: «Le conversazioni trascritte, non paiono dimostrare univocamente la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. La sua condotta appare piuttosto sfumata». Insomma non si sa cosa Peru abbia detto privatamente al presidente della commissione, e quanto la sua segnalazione abbia condizionato le scelte successive.
Peru e Cudoni. Secondo il pm l’ingerenza di Peru, in quell’enorme serbatoio di voti che è l’Asl, ci sarebbe eccome. E le intercettazioni lo dimostrerebbero. Peru e la responsabile del concorso di Ortopedia Spanedda si sentono al telefono: «Stiamo procedendo per alcune cose», lo avverte lei. E Peru: «Ci dobbiamo vedere subito. Ho dei problemi alla schiena». Ad accoglierlo in reparto il primario Franco Cudoni. «Sono andato per lui, capito?», spiega Peru alla Spanedda. E i due poi si rincontrano a concorso espletato. Di questo faccia a faccia la Spanedda poi racconta al primario Cudoni: «Poco fa mi sono vista con quella persona, gli ho detto tutto». Cudoni: «E cos’era, contento?». S: «e beh, è andato oltre le sue aspettative». C: «E ha capito che ci siamo dati da fare? Cosa vuoi che ti dica? Nessuno ci batte qua». Dopodiché Cudoni si sente anche con Peru: «Ti hanno riferito tutto, sì? Tutto come da programma. Io sono un gallurese verace di quelli che quando danno una parola la mantengono». Peru secondo il pm non apprezza l’imprudenza di quelle affermazioni e riaggancia con un sottofondo di: «Minchia.. cazz».
Spanedda e Rassu. La responsabile del procedimento e la candidata sono parenti e hanno un rapporto confidenziale. La Spanedda, in vista del concorso, le suggerisce di non dare alla Asl la disponibilità per l’ospedale di Ozieri, perché avrebbe la strada spianata nel reparto di Ortopedia di Sassari. Secondo il pm Marcella Rassu in cambio avrebbe accelerato le visite mediche dei pazienti segnalati dalla Spanedda. Alla spintarella concorsuale sarebbe stato consenziente anche Cudoni: «Sono sempre in stretta comunicazione con lui», confida la Rassu. E lui in un altra telefonata la rassicura: «Ti sto sempre pensando». Alla fine si classifica quarta, e la Spanedda la chiama per commentare la vittoria: «Comunque lui, (Cudoni), si è dimostrato persona leale». E la Rassu: «Sì sì, ha messo in chiaro che i primi cinque non si toccavano».
Spanedda & Spanedda. Il dialogo tra figlia e padre è la ciliegina sulla torta. Il papà chiama la madre di Marcella Rassu per complimentarsi dell’assunzione della figlia e poi racconta la conversazione a Katia. La mamma era molto orgogliosa delle capacità di Marcella Rassu acquisite durante gli studi e grazie a un’ottima scuola. «Le ho detto: eh vabbè, insomma, un aiuto l’uno, un aiuto l’altro, si va avanti». E la mamma risponde: «Non ha bisogno di aiuti perché lei è brava». Spanedda padre resta basito: «Io sono stato zitto, perché probabilmente non lo sa che c’è il tuo intervento». E la dottoressa Spanedda conferma: «Senza di me, ma neanche a fare il tirocinio sarebbe entrata».
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