No alla sospensiva, i docenti sardi pronti alla lotta
La protesta dei prof nell’isola: moltissimi si rifiutano di presentare la richiesta al Miur. In totale le domande presentate sono 1.747
CAGLIARI. Solo 1747 domande di assunzione dalla Sardegna: sono i dati ufficiali forniti ieri sera dal Ministero dopo che alle 14 era suonato il gong telematico da Roma. Anche un’ondata di rinunce, però: molti insegnanti sardi hanno detto no alla chiamata della Buona scuola. A fermare il dito diretto alla parola “inoltro” sugli schermi di tablet e pc forse è stata la paura di emigrare. Di trovarsi magari in provincia di Pordenone o di Campobasso con affitto, bollette e viaggi da pagare. A fronte di uno stipendio sicuramente non da nababbo.
I “prudenti” non scompariranno: rimarranno nelle graduatorie a esaurimento a disposizione per le supplenze e per le eventuali nuove chiamate o concorsi. In Italia le domande inoltrate sono state 71.643 su un potenziale di poco più di 100 mila docenti tra iscritti alle graduatorie ad esaurimento e i vincitori di concorso del 2012. Il bando era stato aperto lo scorso 28 luglio. Impossibile quantificare il numero dei rinunciatari in Sardegna visto che non sono mai stati forniti ufficialmente i dati degli aventi diritto.
Nelle settimane scorse gli addetti ai lavori avevano parlato di circa 4mila insegnanti coinvolti. In Sardegna la percentuale delle adesioni potrebbe essere stata più bassa rispetto al 70-75% nazionale. Dati tutti da verificare. Per chi ha spedito la domanda da lunedì cominceranno speranze e incubi. È la legge della temutissima fase B. La speranza è quella di finire sotto o vicino a casa con un posto di lavoro a tempo indeterminato dopo tanti anni di precariato. L’incubo è quello di finire lontanissimi da casa con costi- economici e affettivi insostenibili. I docenti - molti tra i 40 e i 50 anni con figli e genitori da accudire - erano scesi in piazza nei giorni scorsi per questo motivo. Chiedendo aiuto alla Regione.
Il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha ricevuto giovedì in tarda serata la telefonata del ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini, concordata dopo la lettera dell’assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino. Ma per la sospensiva sulle domande- la prima richiesta della Regione per consentire poi guadagnare tempo per lavorare sul tema insularità- non c’è stato niente da fare.
«Abbiamo parlato a lungo di insularità come fattore di svantaggio – dice Pigliaru – problema che il Ministro ha riconosciuto. Abbiamo concordato che ragioneremo su quali misure adottare per mitigare tale svantaggio». Da parte del Ministro- spiega la Regione- è stato inviato un documento che conferma i numeri comunicati dall’ufficio scolastico regionale, secondo il quale i tre quarti delle 1039 cattedre disponibili e vacanti sul territorio regionale saranno coperti da insegnanti sardi (a fronte di un numero di stabilizzazioni medio annuo che fino ad oggi è stato di circa 300 posti). Previste azioni per attutire in misura massima il disagio di eventuali trasferimento.
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