La Nuova Sardegna

Alghero, la più amata all’estero

di Gian Mario Sias

Su otto turisti sette sono stranieri, un primato costruito tra servizi e voli low cost

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ALGHERO. Alghero piace di più agli stranieri. Nell’estate del prepotente ritorno della Sardegna nelle mappe turistiche, la Riviera del Corallo è la meta isolana più ambita per chi arriva dall’estero. Ovviamente Alghero ha molti meriti, ma in qualche misura il record è l’effetto casuale di fenomeni indipendenti dalle attività di promozione, dai servizi erogati o dal decoro urbano, tanto per citare tre fattori che aiuterebbero la città ad attestarsi come destinazione internazionale. Su otto vacanzieri che scelgono Alghero, sette sono stranieri, per lo più europei. È un dato unico a livello regionale. «Su 15 alberghi considerati e 3148 posti letto censiti, in luglio si sono registrati 3400 arrivi dall’Italia e 16 mila arrivi dal resto d’Europa, in particolare dal nord e dal Regno Unito», spiega Stefano Visconti, albergatore e presidente del Consorzio Riviera del Corallo. «Abbiamo registrato 11mila presenze italiane e 73mila presenze straniere», spiega ancora Visconti. Numeri che confermano i nudi dati statistici, e c’è un altro elemento rilevato dal presidente di Federalberghi Confcommercio per il Nord Sardegna. «L’occupazione dei posti letto è all’86% – dice – è un dato straordinario, che ci riporta al 2007, anno davvero molto positivo per Alghero». I numeri sono sicuramente il frutto di un impegno straordinario, come l’adeguamento delle proprie tariffe alle condizioni economiche generali. Allora le statistiche 2015 sono ancora più indicative, se si considera che «rispetto all’anno scorso le tariffe alberghiere sono aumentate del 5%», rivela ancora Visconti, per il quale «anche agosto sarà migliore rispetto a un anno fa». Nel 2014 il picco delle presenze si è registrato in luglio, «quando vanno in ferie gli europei», ricorda il sindaco, Mario Bruno.

«Quest’anno è ancora meglio, stiamo diventando una destinazione internazionale – commenta – addirittura siamo la prima meta italiana per il turismo svedese, seguiti da una città come Roma». Per Bruno «sarà anche merito dei voli low cost, ma evidentemente la nostra città piace, grazie anche alle sue caratteristiche più consolidate, come quella di essere una vera città di mare». Il turismo va bene e tutta l’economia ne trae vantaggio, ma il primo cittadino il problema dell’assenza degli italiani se lo pone lo stesso. «Purtroppo è il primo anno dal 2007 che il nostro aeroporto non è collegato in continuità territoriale con mete diverse da Roma o Milano – dice – credo che anche la politica debba fare la propria parte per sostenere questa ripresa». Secondo Bruno occorre investire in promozione. «Dobbiamo aiutare Alghero a confermarsi come destinazione a sé in ambito internazionale e lo faremo con attività mirate fuori dai confini cittadini e isolani, così da portare la nostra offerta altrove».

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