La polemica sulla Ct2 vola alta
Cappellacci (Fi) critica le scelte della Regione: solo proclami senza soluzioni
CAGLIARI. Non è ancora decollata, ma la polemica sulla Continuità territoriale 2 già vola ad alta quota. Era nata per collegare l’isola con le altre città italiane diverse da Roma e Milano. Ma la scelta di alcune compagnie di coprire le stesse rotte senza convenzione e il richiamo dell’Ue per una possibile infrazione delle regole sulla concorrenza l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana ha deciso di optare per una soluzione diversa. Ma la scelta è già oggetto di dura contestazione.
«La nuova CT2, quella per le rotte e minori, era pronta a partire, ma Pigliaru l’ha cancellata per sostituirla con il nulla».È durissimo Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, contro le scelte della giunta Pigliaru. «Il 22 gennaio 2014 – ricorda Cappellacci – la nostra giunta ha adottato la delibera con i nuovi oneri di servizio pubblico per la continuità territoriale minore (CT2) per collegare Alghero, Olbia e Cagliari con Bologna, Torino, Napoli e Verona. Ma la Giunta Pigliaru ha richiesto l'abrogazione degli oneri di servizio pubblico sulle rotte della Ct2 , e ha annunciato che elaborerà un nuovo regime di oneri di servizio pubblico sulle rotte minori sarde. La nuova continuità territoriale 2 per le rotte minori era pronta a partire, con bandi aperti a tutti, ma la giunta ha preferito cancellarla, all’insegna del più becero disfare e poi non fare e di un non meglio precisato “ce lo chiede l’Europa”. Su questo tema Forza Italia ha presentato un’interrogazione, rimasta senza risposta. Si è anche persa ogni traccia del bando, annunciato con squilli di tromba, pubblicato dalla giunta regionale a dicembre del 2014 e scaduto il a gennaio del 2015 con un silenzio inusuale per un esecutivo noto per la spasmodica ricerca di effetti mediatici. In un anno e mezzo abbiamo assistito solo a un compulsivo susseguirsi di annunci, che alla scadenza sono stati sostituiti non dai risultati, ma da ulteriori annunci con un gioco al rilancio che penalizza gravemente la Sardegna e i sardi. Finora gli unici aerei in più che volano con Pigliaru sono quelli di carta dei suoi comunicati stampa».
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