Immersione fatale, sub muore all’Asinara
STINTINO. Si era perso a Sassari ieri mattina, non riusciva a trovare la strada per Stintino dove lo aspettava l’appuntamento con una delle sue passioni più grandi: l’immersione subacquea. E proprio...
STINTINO. Si era perso a Sassari ieri mattina, non riusciva a trovare la strada per Stintino dove lo aspettava l’appuntamento con una delle sue passioni più grandi: l’immersione subacquea. E proprio durante un’escursione nelle profondità del mare dell’Asinara, Phillip Marson, 54 anni, belga, ha perso la vita.
In vacanza in Sardegna da alcuni giorni con la moglie, ieri mattina è arrivato al Diving club Asinara con quaranta minuti di ritardo. I due gruppi che dovevano andare in escursione insieme a lui in altre occasioni sarebbero partiti, ieri no: lo hanno aspettato e poi tutti sui gommoni per la partenza verso le acque di Porto Mannu.
Per Marson, ingegnere con un’esperienza di lavoro al Parlamento europeo, quella col Diving club Asinara era la sesta immersione programmata durante le ferie nell’isola. Ieri, però, la passione coltivata per anni lo ha tradito. Mentre era a circa undici metri di profondità si è sentito male, ha sbarrato gli occhi verso l’istruttore che era al suo fianco e che, resosi conto di quello che stava succedendo, lo ha “agganciato” e ha immediatamente avviato la procedura di sicurezza. Ma per il sub non c’è stato niente da fare, nonostante i soccorsi tempestivi, nonostante la grande professionalità dell’équipe del Diving che ha fatto il possibile per rianimarlo e nonostante la presenza di un elicottero dei vigili del fuoco allertato dal 118 e pronto a trasportarlo in ospedale. L’uomo è andato in arresto cardiaco e sarà l’autopsia disposta dal magistrato di turno Cristina Carunchio a stabilire con esattezza cosa è successo nelle acque dell’Asinara.
L’ingegnere e sua moglie stavano girando per la Sardegna da alcuni giorni, tra le varie mete avevano scelto anche Stintino e il 54enne aveva preso un appuntamento con gli istruttori per un’escursione negli splendidi fondali del mare di fuori dell’Asinara. Non era pratico del Sassarese e infatti non riusciva a trovare la strada giusta per raggiungere Stintino, tanto che è arrivato con oltre mezz’ora di ritardo. I suoi compagni di escursione hanno deciso di aspettarlo: c’erano due gommoni al Diving, uno per i sub più esperti che scendono fino a 30 metri di profondità e l’altro per chi ha il brevetto di immersione fino a 13 metri. Qui si trovava Phillip Marson. Sua moglie si è accomodata al Diving e lo ha visto allontanarsi con gli altri, sorridente, entusiasta, felice per quella nuova avventura in una zona finora per lui inesplorata.
Il 54enne belga si è sentito male quasi subito. È bastato un cenno, l’istruttore del Diving ha capito che non stava bene e gli ha passato l’erogatore di emergenza per avviare la risalita controllata. Una volta in superficie ha lanciato un segnale di allarme all’altro collega che era a bordo del gommone di appoggio, come vuole la prassi durante le immersioni organizzate. Quest’ultimo ha preparato tutto per il primo soccorso: Phillip è stato messo nella posizione di sicurezza – di fianco cioè – immediatamente sono state eseguite le manovre di riattivazione cardiopolmonare. Il tutto mentre il 118 – che nel frattempo era stato avvisato dai carabinieri di Stintino – aveva già raggiunto il porticciolo dell’Ancora. Ma per il sub ormai non c’era più niente da fare, a nulla sono serviti gli ultimi tentativi di rianimazione con il defibrillatore.
I carabinieri, alla guida del maresciallo Pierpaolo Carta, hanno sequestrato su ordine del magistrato il gruppo bombole e l’attrezzatura personale della vittima. Un atto dovuto: si tenterà di capire se il turista sia stato colpito da un malore che si è rivelato fatale o se ci siano responsabilità di terzi.
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