«La messa in sicurezza? Non c’è»
Dalle intercettazioni emerge l’identità di obiettivi tra il tecnico e la funzionaria
NUORO. Si comportava da padrone di casa, l’ingegnere Salvatore Paolo Pinna, noto Tore, quando telefonava in Provincia per l’appalto che lo riguardava. Il suo fare da spaccone era emerso in altre carte dell’inchiesta Sindacopoli, ma nel caso dei lavori della strada Cossatzu-Bivio Tascusì questo comportamento diventa lampante: tracotante per usare le parole dei giudici. Soprattutto perché all’altro capo del telefono c’è un funzionario pubblico, il responsabile del procedimento di quell’appalto, Maria Lucia Fraghì. Il 14 maggio 2014 è proprio la geometra della Provincia a chiamare Pinna. Il corpo forestale ha appena chiesto lumi sullo stato di abbandono del cantiere e sul progetto, in particolare sul fatto che non erano state previste opere di stabilizzazione delle scarpate. Riportiamo alcuni estratti delle loro conversazioni, volgarità comprese.
Fraghì: Ascolta, è arrivato questo parere della Forestale...
Pinna: Ce l'hanno fatta a cagarlo, sì...
Fraghì: Eh, ce l'hanno fatta a cagarlo, proprio come si dice la montagna ha cagato il topolino, era per chiederti se venerdì mattina a metà mattina ti potevi avvicinare che vedevamo il da farsi.
Il 27 maggio Fraghì chiede a Pinna se ha letto la risposta da inviare al corpo forestale.
Pinna: Allora, noi comunque andiamo avanti, tu adesso rispondi a quella lettera della Forestale che va bene.
Fraghì: Eh, però mandamele queste due tavole specchietto per allodole, dai quelle concor ...
Tore: Ah, quelle che abbiamo concordato.
Il 5 giugno Fraghì ritelefona a Pinna dopo aver ricevuto le carte che dovrebbero tacitare i dubbi della Forestale.
Fraghì: Eh, se gli porto questo mi mandano affanculo senza manco farmi toccare terra.
Pinna: E invece cosa gli vogliamo dare?
Fraghi: Eh, un cavolo di didascalia con uno straccio di prospetto, un'indicazione di sistemazione, inventatela, che cosa vuoi dire messa in sicurezza...
Pinna: Ma dai ajò! Ma tu immaginati se io devo mettermi a fare una sezione per la sistemazione di una scarpata, a un forestale che non sa leggere la sezione.
Poco dopo, ancora sulla messa in sicurezza della scarpata.
Pinna: Sì, però Lucia, devi capire una cosa fondamentale che è elementare e tu lo sai no?
Fraghì: Eh.
Pinna: Noi non stiamo facendo e non possiamo fare quei lavori, punto.
Fraghì. Eh, lo so questo.
Pinna: Quindi che gli scriviamo fiorellini, che gli scriviamo il disegnino, che gli mettiamo la capretta che bruca l'erba sulla scarpata, se vuoi gli metto anche la capretta...
Fraghì: Mettila, no puoi anche mettere la foto... se preferisci. Loro (i forestali,ndr) sul dorso della capretta.
Pinna ride.
Fraghì: E scusa (risata), fai un fotomontaggio, fanno anche ciao.
Ma per quale motivo la funzionaria ha avuto un atteggiamento così accondiscendente di fronte a Pinna? Secondo il Gip è chiaro: ricevere «in cambio sia della sua collaborazione, che della sua "discrezione" (...) incarichi di direzione dei lavori, nella sua qualità di geometra, da farle ottenere in futuro da amministrazioni "amiche"». (p.me).
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