In manette i sei componenti della banda
Insieme a un albanese e a quattro romeni è finito in carcere Giuseppe Dessì, 63 anni di Sorso
SASSARI. Tecniche identiche: modalità di irruzione, tempi, obiettivi. I carabinieri di Sassari sono sicuri che gli autori dell’assalto di venerdì notte all’aeroporto di Alghero sia opera di una banda modulare. Un sospetto diventato certezza visionando i filmati di alcuni precedenti colpi messi a segno nella penisola. E probabilmente anche a Sassari. In centri commerciali e altre strutture dotate di bancomat.
Gli arresti. Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, il comandante provinciale dei carabinieri Giovanni Adamo ha illustrato i particolari dell’operazione che all’alba di sabato ha portato all’arresto di sei persone: Giuseppe Dessì, 63 anni, di Sorso, Aron Llulla, di 34 anni, albanese, Jenica Spiridon, di 42, Alecu Gheorghe, di 47, Ciprian Busuioc, di 45, e Mitica Bararu, di 44, tutti romeni. I sei avevano costruito un piano praticamente perfetto realizzato «con sfrontata arroganza» per usare le parole del colonnello Adamo. Piano che è saltato grazie alla tempestività con la quale i carabinieri del nucleo investigativo insieme ai colleghi delle compagnie di Sassari, Porto Torres e Alghero hanno intercettato i primi tre componenti del commando e, in un seconda fase, gli altri tre.
Un assalto coraggioso. È stato sempre il comandante – affiancato ieri dai maggiori Giuseppe Urpi e Simone Martano e dal capitano Antonio Pinna – a raccontare tutte le fasi dell’irruzione in aeroporto. Nel monitor, intanto, scorrevano le immagini del blitz ripreso dalle telecamere che si trovano dentro lo scalo. «Hanno usato due furgoni rubati a Porto Torres, con uno hanno sfondato la vetrata e dopo aver minacciato un vigilante con un’ascia, hanno ancorato la colonnina bancomat al furgone con delle corde, l’hanno divelta trascinandola poi fuori dall’aeroscalo e sono scappati. A quel punto è scattato il piano antirapina, una delle auto di loro proprietà è passata a tutta velocità davanti a un posto di blocco dei nostri carabinieri, in direzione Sorso. A bordo c’erano due romeni e un albanese. Erano le 5 del mattino. La macchina è stata perquisita e all’interno di una sacca sono stati trovati circa 62mila euro in banconote da 50 e da 20». A supportare i tantissimi militari sparsi nella zona, che nel frattempo erano sulle tracce degli altri componenti del commando, è intervenuto anche un elicottero dell’11° nucleo di Cagliari. Poi l’inseguimento e la cattura degli altri due albanesi e di Dessì. Quest’ultimo, che ha precedenti specifici per rapina aggravata, avrebbe fornito il supporto logistico, la base dove pianificare l’assalto e dove spartirsi il bottino. Cosa che non hanno potuto fare per ovvie ragioni.
Una banda solida? I carabinieri in questo momento stanno verificando proprio la composizione del commando. «Stiamo accertando la stabilità criminale del gruppo – ha detto Adamo – Vogliamo capire se si trattasse di un’organizzazione consolidata o meno». Il fatto che non fossero dotati di armi da fuoco farebbe pensare a criminali sfrontati ma non per questo meno pericolosi. L’irruzione nello scalo è avvenuta con delle asce e nemmeno durante le perquisizioni i carabinieri hanno trovato pistole, fucili o munizioni.
Tutti a Bancali. Dopo la convalida del fermo i sei sono stati rinchiusi nel carcere sassarese di Bancali. A tutti vengono contestati i reati di rapina e danneggiamento aggravati. Le indagini non si fermano, tutt’altro. L’obiettivo dei carabinieri è chiudere il cerchio, ossia rintracciare altri fiancheggiatori che potrebbero aver fornito un supporto rilevante per la riuscita (a metà) della rapina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
