Rinviato il processo per gli abusi nell’area
Gli avvocati della difesa accusano: si poteva limitare il danno, avevamo chiesto di poter pulire la zona
SASSARI. Nessuna tensione in aula e, soprattutto, nessun affollamento al primo piano del palazzo di giustizia di via Roma.
Dei 116 imputati per i campeggi abusivi nel pezzo di terra divorato dal fuoco c’era solo una minima rappresentanza. Il processo, nato dall’inchiesta che tra il 2010 e il 2011 ha portato al rinvio a giudizio dei proprietari dei lotti nei camping di Sant’Igori e Sant’Imbenia per violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche, si è aperto ieri mattina. Proprio il giorno dopo il disastro provocato dalle fiamme nel cuore del parco naturalistico.
Il rinvio. L’udienza è stata quasi subito aggiornata al primo dicembre quando con molta probabilità il fascicolo passerà nelle mani di un giudice togato. Quello onorario, Maria Antonietta Crobu – cui era stato affidato il processo – ha infatti trasmesso gli atti al presidente del tribunale Pietro Fanile chiedendo di potersi astenere. Richiesta che era stata già avanzata in precedenza al presidente di sezione che l’aveva però rigettata.
Lo sfogo della difesa. L’intervento in aula di Toto Porcu, uno degli avvocati difensori dei 116 imputati, ieri ha suonato quasi come un “rimprovero”. Il disastro poteva essere – se non altro – limitato? Il legale, dopo le formalità dell’udienza, ha preso la parola per ribadire sostanzialmente quello che, insieme ad altri colleghi, ha chiesto con insistenza anche un anno fa: il dissequestro delle aree e l’autorizzazione a entrare nel camping per ripulire, ciascuno per quanto di propria competenza, le porzioni di terreno. Ma la Procura non lo avrebbe consentito o, in alcuni casi, avrebbe dato l’autorizzazione ma concedendo uno spazio temporale di sole due ore. Troppo poche considerato che bisognava prima individuare il punto esatto in cui intervenire (ormai ricoperto dalle erbacce) e poi cominciare la pulizia. Qualche altro legale aveva chiesto al pm – sempre facendosi portavoce dei propri assistiti – di poter rimuovere le roulotte. In questo caso l’autorizzazione era stata concessa ma molti degli imputati non avevano la disponibilità economica per procedere.
La storia. Due inchieste fotocopia quelle che hanno interessato le lottizzazioni abusive nei campeggi di Sant’Imbenia e del vicino Sant’Igori, entrambi sottoposti a sequestro. Anche i capi di imputazione sono quasi identici: le strutture che si sono stratificate nel tempo, a partire dai primi anni Ottanta, non sono “amovibili” ma sono vere e proprie abitazioni, con bagni, stradine interne e altri servizi. Che hanno cioè comportato una sostanziale «trasformazione urbanistica» da inedificabile a residenziale. Questa era l’interpretazione iniziale del sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Porcheddu titolare del fascicolo che riguarda l’inchiesta di Sant’Igori. Il processo, con 226 imputati, in questo caso è già in corso. Il pm ha sempre sostenuto che quel campeggio costituiva una «lottizzazione abusiva». In sostanza veniva equiparato a un complesso di costruzioni selvagge, nate senza le dovute autorizzazioni da parte del Comune di Alghero. Gli imputati sono quasi tutti soci della Liberturist Srl, proprietaria del terreno. La vicenda ha origini complesse. In base a una prima ricostruzione degli inquirenti, roulotte e casette prefabbricate sarebbero sorte su una zona di “salvaguardia assoluta ed ecologica” stando al piano regolatore di Alghero.
Il sequestro probatorio. Il sequestro probatorio dell’area distrutta dal fuoco è un atto dovuto che consente di fare tutte le indagini necessarie. È chiaro che, in una fase di questo tipo, non avrebbe molto senso per gli avvocati rinnovare la richiesta di revoca del sequestro dei lotti. Anche perché l’obiettivo dei legali Paolo Spano, Gianluigi Poddighe, Giuseppe Conti, Gabriela Pinna Nossai, Stefano Porcu, Toto Porcu, Marcello Masia, Stefano Melis, Ivano Iai, Francesco Carboni, Mattia Doneddu e Pier Luigi Poddighe è raggiungere un risultato più importante: il proscioglimento dei loro assistiti da tutte le accuse «a nostro avviso assolutamente infondate».
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