Dessi: «Io sono estraneo alla vicenda»
Quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, uno ha reso dichiarazioni spontanee e un altro ancora ha scelto di rispondere alle domande del gip Elisa Marras. Al termine degli...
Quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, uno ha reso dichiarazioni spontanee e un altro ancora ha scelto di rispondere alle domande del gip Elisa Marras.
Al termine degli interrogatori di garanzia dei sei fermati per l’assalto al bancomat, il giudice ha deciso che Giuseppe Dessì (foto), 63 anni, di Sorso, Aron Llulla, 34 anni, albanese, Jenica Spiridon, di 42, Alecu Gheorghe, di 47, Ciprian Busuioc, di 45, e Mitica Bararu, di 44, tutti romeni, debbano restare in carcere. Solo Llulla (residente a Olbia), assistito dall’avvocato Sergio Milia, si è sottoposto a interrogatorio raccontando di aver accompagnato Busuioc all’aeroporto di Fertilia e di essere poi ritornato verso Porto Torres dove si sarebbe addormentato, ubriaco, in un parcheggio.
Dessì, difeso dal legale Marco Palmieri, ha invece reso dichiarazioni spontanee negando qualsiasi coinvolgimento e spiegando di aver ricevuto una telefonata da Busuioc, suo compare, e di averlo incontrato verso le 9 del mattino in un bar della marina di Sorso. Il gip ha rilevato nei confronti di tutti gli indagati gravi indizi di colpevolezza che ne giustificano la custodia in carcere.
Ha ritenuto inoltre di non dover convalidare il fermo nei confronti di Dessì e Bararu (quest’ultimo assistito dagli avvocati Giuseppe Onorato, Pierino Arru e Igor Zorneta) non sussistendo il pericolo di fuga.
Busuioc, Alecu e Ienica sono invece difesi da Pasqualino Federici. (na.co.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
