La Nuova Sardegna

Le parole del grande esodo

Dal 7 ottobre a Palermo il Festival delle letterature migranti

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PALERMO. I grandi cambiamenti, le migrazioni, le sofferenze, la morte, la guerra. Saranno i grandi esodi del pianeta e le trasformazioni che ad essi conseguono ad essere raccontati al «Primo festival delle letterature migranti» a Palermo dal 7 all’11 ottobre. Ospiti saranno autori, critici, narratori e testimoni del grande fenomeno delle migrazioni «Un festival generalista e contemporaneo – spiega il direttore artistico Davide Camarrone – Palermo ha nel suo dna la convivenza tra culture e oggi, grazie alle migrazioni torna ad essere quel luogo straordinario che fu in passato. Il festival vuole essere il luogo di incontro di una città scalza, umile, che con la letteratura parla al mondo »

Il primo appuntamento sarà all’archivio storico comunale il 7 ottobre alle 16.30. Sarà ospite tra gli altri la scrittrice turca Esmahan Aykol, autrice di «Appartamento a Istanbul» pubblicato con Sellerio. Seguirà un dibattito con lo scrittore israeliano Meir Shalev, autore con Rizzoli di «E fiorì il deserto». Gli incontri saranno intervallati da concerti di musiche arabe e sefardite e da laboratori. Sabato 10 ottobre la scrittrice Isole Aikpitany, arrivata in Italia nel 2000 con «Le ragazze di Benin city» converserà con Clelia Bartoli sulla tratta delle donne. L’esordiente scrittrice francese di origine serba Flore Murard Yovanovitch in «Piccolo Mosaico del disumano», converserà con Mara Matta e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando sul tema delle derive. Tra gli scrittori italiani che hanno affrontato nei loro libri il tema dell’integrazione, parteciperanno Annamaria Piccione, Evelina Santangelo, Giosuè Calaciura, Fabio Stassi, Nino Vetri, Marta Bellingreri, Gianni Biondino, Federico Bonadonna, Roberto Alajmo.

Intervenendo alla presentazione dell’evento il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha indicato i contenuti della «Carta di Palermo»: «Un documento che riconosce tutti i cittadini di Palermo nati fuori Palermo, un documento sottoscritto da giuristi, intellettuali, rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’associazionismo e che getta le basi culturali e politiche per il riconoscimento della mobilità come diritto umano. Ecco allora che il festival delle letterature migranti diventa il simbolo di Palermo - conclude Orlando - della sua capacità di unire far dialogare, far ragionare, con la sua esperienza millenaria di città dove la migrazione è ricchezza, apertura mentale, calore, solidarietà».

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