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Il ponte nel mirino della procura

Il ponte nel mirino della procura

I magistrati continuano la loro attività di monitoraggio sui danni del ciclone

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OLBIA. Riflettori accesi della Procura sulla nuova alluvione che ha colpito Olbia nell’arco di poco meno di due anni. Certo, c’è una differenza sostanziale fra i due fatti: l’altra volta i magistrati erano intervenuti d’ufficio, viste le morti avvenute in città e lungo la strada che si arrampica a Monte Pino. Stavolta, per fortuna, l’evento è stato meno drammatico, anche se 150 case hanno subito allagamenti importanti e tante persone sono state costrette a chiedere ospitalità ad amici e parenti oppure a ricorrere agli alberghi messi a disposizione dall’amministrazione comunale olbiese. Ma, ancora una volta la Procura sicuramente si occuperò dei corsi d’acqua che arrivano in città, del reticolo dei canali, delle costruzioni vicine all’acqua. Una attenzione particolare sarà certamente data al caso del ponte sul Siligheddu, in via Vittorio Veneto. Danneggiato dalla furia delle acque nell’alluvione del novembre 2013, era stato rimesso in funzione tale e quale dopo l’ordinanza della Protezione civile condotta da Gabrielli, nonostante gli amministratori comunali consigliassero di rifarlo di sana pianta. Furono spesi pochi soldi (80mila euro) rispetto a quelli che sarebbero stati necessari per rifarlo, ma ora quegli euro sono finiti nel nulla, spazzati via dalla tempestiva decisione del sindaco di abbattere la struttura. Una decisione che ha scatenato polemiche ma evitato allagamenti peggiori nella zona.

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