Deriu: riforma stabile e stipendio ai presidenti
La legge da oggi in Commissione e il consigliere regionale Pd chiede modifiche: «Ottimo il lavoro della giunta, ma adesso ci sono i nodi politici che vanno risolti»
CAGLIARI. Nessuna paura di passare per rianimatore di cadaveri. Il consigliere regionale Roberto Deriu, Pd, lancia le sue proposte per la riforma delle province. Il disegno portato avanti dalla giunta Pigliaru è pronto e oggi inizia il suo percorso tra le commissioni, per poi approdare in Consiglio. Ma rischia di uscire dall’aula con profonde modifiche. Dalla nascita della provincia Tirrenica all’assegnazione di un compenso per chi dovrà presiedere le nuove istituzioni. «Non ho paura di passare per il reazionario – dice subito Deriu –. Cercano uno da accusare di riesumare concetti superati. Ecco lo hanno trovato. Ma io sono realista, non ho paura di dire verità a cui dopo arriveranno tutti. Spiegatemi come fa il sindaco di un centro di mille abitanti che prende 900 euro al mese a dedicare il suo tempo e le sue risorse anche a guidare territori vasti come le nuove Province. È giusto che per il tempo e l’attenzione e la responsabilità riceva un compenso. Mi sembra un principio elementare. Chi dice il contrario fa solo demagogia».
La passeggiata tra le commissioni rischia di diventare un percorso di guerra. Il progetto di riforma delle Province, distillato dalla giunta Pigliaru, potrebbe avere un altro volto all’uscita dal passaggio dell’aula. Oggi il primo incontro in commissione, poi l’esame del Consiglio. «Non c’è dubbio che la giunta e in particolare l’assessore Cristiano Erriu abbiano fatto un lavoro eccellente dal punto di vista normativo – spiega Deriu –. Ma serve un passaggio politico. Un passaggio che provi a unire maggioranza e opposizione. I nodi politici sono la materia del consiglio. Per ora la legge ha seguito regole parlamentari».
Il percorso. Secondo Deriu ci sono tre punti politici da affrontare. «Il primo è il tema delle Province, devono essere riorganizzate – continua –. Il secondo è legato alla nuova strutturazione dei Comuni. Il terzo è il destino del personale. Aspetti che devono essere risolti prima del via libera definitivo».
La Tirrenica. «La Provincia Tirrenica è una tendenza – continua Deriu – è un grande fiume sotterraneo. La storia della Sardegna va là, o cogliamo l’occasione per adeguare le istituzioni alla realtà o possiamo ancora fare finta di restare fermi all'800. Servono polarità strategiche attorno a cui costruire la Sardegna. Olbia, Nuoro e l’Ogliastra devono stare in asse, non possiamo pensare ancora all’esistenza di paralleli come fossimo in Corea».
Lungo termine. E Deriu non si nasconde. Pensa a una riforma che duri nel tempo. «Noi dobbiamo avere come punto fermo la specialità della Sardegna – conclude –. La riforma che discutiamo in questi giorni deve partire da questo presupposto e deve mirare alla difesa della particolarità del nostro statuto».
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