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riforma e sprechi: scambio di accuse

Sanità, botta e risposta tra Maninchedda e Soru

CAGLIARI. Sul riordino degli ospedali e i costi della sanità finora la maggioranza di centrosinistra era riuscita almeno a salvare le apparenze. Fino a nascondere le forti e aspre discussioni interne...

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CAGLIARI. Sul riordino degli ospedali e i costi della sanità finora la maggioranza di centrosinistra era riuscita almeno a salvare le apparenze. Fino a nascondere le forti e aspre discussioni interne sui posti letto e il pazzesco disavanzo. Non è più così, ora su questo tema caldo (pesa pes 3 miliardi e 300 milioni sul bilancio della Regione) a beccarsi in pubblico sono stati anche due big della coalizione di governo. Sono due da tempo ai ferri corti: da una parte Paolo Maninchedda, assessore e presidente del Partito dei sardi, dall’altra Renato Soru, ex governatore e segretario del Pd.

Il botto. È in un passaggio del post aspro sulla sconfitta – secondo lui – della Sardegna nella riforma del Senato, che Maninchedda ha scritto tra l’altro: «Non si possono avere 500 milioni di disavanzo e far finta di niente, tanto più quando, contro il parere del Partito dei sardi, all’inizio di questa legislatura la Giunta ha modificato in Finanziaria la legge che impediva appunto di finanziare la sanità in deficit». Il riferimento dell’assessore è a quanto accaduto nel 2012 quando Maninchedda e Gian Valerio Sanna (Pd) riuscirono a far passare l’articolo che poneva invece questo limite: «Non può più essere sostenuto un sistema sanitario sempre in rosso», mentre «i finanziamenti da oggi in poi saranno solo in base al budget previsto all’inizio per ogni Asl». In altre parole, «manager, tanto hai in cassa, tanto potrai spendere» e «non ci saranno più soldi aggiuntivi per coprire l’eventuale buco finanziario». Ma la giunta Pigliaru questo articolo l’ha abrogato e così i conti delle Asl continuano a essere ripianati a consuntivo, cioè a danno avvenuto «Non ero d’accordo sull’’abrogazione del divieto – ha scritto ancora l’assessore –. Ma in Giunta sono stato messo in minoranza e disciplinatamente ci sono stato».

La stoccata. È a questo passaggio del post che Soru ha replicato. «Un’improvvisa amnesia ha colpito qualche alleato del centrosinistra. Non è certo l’attuale amministrazione ad aver creato il forte disavanzo: è stata la mancata gestione negli anni della legislatura Cappellacci». Poi la stoccata all’assessore: «Non è pensabile attribuire a quest’ultimo anno e mezzo il deficit accumulato dal centrodestra, come ben sa chi ha fatto continuativamente parte (è Maninchedda ma non lo nomina) delle ultime due pur alternative esperienze di Governo. Oggi certe accuse sono ipocrite e false, perché ora con grandi sforzi la Giunta è impegnata a invertire la rotta».

Botta e risposta. La controreplica di Maninchedda è stata immediata. Dopo aver sottolineato che il deficit del 2014 è stato certo provocato dalla precedente Giunta, ha aggiunto: «Io ho scritto, con ferma coscienza, che il buco della sanità, dopo due anni di governo, è un problema e una responsabilità dell’attuale Giunta, ma Soru, senza neanche entrare nel merito del problema, mi rimprovera di essere stato in maggioranza nella scorsa legislatura, dimenticando però di dire che i voti del mio partito hanno consentito al centrosinistra di vincere le elezioni del 204. Per il resto, gliel’ho detto altre volte, non lo riconosco giudice della mia coerenza».

Soru al centrodestra. Nello stesso comunicato il segretario del Pd ha puntato il dito anche contro l’opposizione. A cominciare dai Riformatori, che hanno bocciato il piano di riordino della rete opedaliera come «confusionario, superato, zeppo di ingiustizie e disparità fra i territori» e poi contro il consigliere regionale di Fi Ignazio Locci, che in giornata aveva denunciato «il silenzio della Giunta sul disavanzo» e sollecitato «l’urgente convocazione dell’assessore alla Sanità Luigi Arru in Consiglio». Anche in questi due casi Soru ha definito le accuse false e ipocrite.

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