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In tre in una cella, protesta a Massama

In tre in una cella, protesta a Massama

Ventuno reclusi denunciano le decisioni della direzione. Tagliate le ore delle visite parenti

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ORISTANO. Sedici righe per chiedere il rispetto della dignità. Che all’interno dello spazio claustrofico di una cella si misura con il centimetro. Ventuno detenuti in regime di alta sicurezza nel carcere oristanese di Massama hanno indirizzato la loro lettera all’Ufficio di sorveglianza di Cagliari denunciando situazioni anomale all’interno dell’istituto di pena. In particolare, da parte della direzione carceraria sarebbero state violate le regole stabilite per quanto riguarda il cosiddetto spazio vitale per ciascun detenuto. «Le sentenze della Corte europea per i diritti dell’uomo – scrivono i detenuti – stabiliscono che non possa essere inferiore a 3 metri quadrati calpestabili esclusi i letti e il mobilio. In caso contrario si viola l’articolo 3 della convenzione europea». A Massama le celle sono state costruite per due persone, dicono i detenuti, «i sei metri quadri totali calpestabili ci sono». Però «la direzione in modo subdolo ha saldato la terza branda – scrivono i 21 carcerati – con l’intento di imporre una terza persona, costringendo a dividere i sei metri quadrati calpestabili fra tre persone». In questo modo, lo spazio vitale si ridurrebbe di 2 metri per ciascun detenuto. I carcerati non ci stanno e chiedono, sentenze alla mano, il ripristino della legalità e la tutela dei loro diritti.

La lettera è stat inviata anche al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al Capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo e alla Procura di Oristano.

Il mancato rispetto dello spazio vitale, con l’inserimento di una terza branda e quindi di una terza persona nelle celle, non sarebbe l’unica decisione contestata all’interno della struttura carceraria. Dove da mesi la situazione sembra essersi fatta pesante. In parte ha influito il trasferimento di un gruppo di detenuti dal carcere nuore di Badu ’e Carros, che ha determinato il superamento della capienza massima consentita: al momento nel penitenziario oristanese ci sono 8 ospiti in più. Ma a determinare malumori sono anche alcune novità introdotte dal direttore Pierluigi Farci. Che, secondo le proteste dei detenuti, avrebbe tagliato le ore cosiddette di affettività, quelle riservate cioè agli incontri dei carcerati con i propri familiari o amici. Momenti fondamentali per chi è recluso in una cella, che la direzione avrebbe deciso inoltre di non concentrare al sabato ma di spostare all’interno della settimana. Inevitabile il disagio: i parenti sono quasi tutti liberi da impegni lavorativi solo nel week end, per la maggior parte di loro andare in carcere a trovare i loro cari è per questo diventato un’impresa impossibile. (si. sa.)

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