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Pagamenti digitali: c’è il “sì” della Regione

Pagamenti digitali: c’è il “sì” della Regione

Il governatore Pigliaru sposa il progetto DigiPay4Growt promosso dal gruppo Sardex

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CAGLIARI. Per Francesco Pigliaru l’idea è fantastica e vale la pena di avviare una fase di sperimentazione. La pensa così anche Gianluca Cadeddu, il direttore del Crp, il centro di programmazione regionale. Come dire che per Sardex - l’azienda che ha organizzato al teatro Massimo la terza edizione del Mitzas, il festival dell’isola che cambia - c’è il via libera della Regione per lavorare alla realizzazione del progetto DigiPayGrowt, rivolto a rendere più veloce la spesa e a dare alle imprese la possibilità di accedere più facilmente al credito. Alla base di tutto c’è il software Cyclos, che offre una nuovissima tecnologia di tracciabilità dei flussi finanziari e dei pagamenti. Le nazioni coinvolte sono sei e la Sardegna, grazie anche a Sardex, è una delle zone pilota - le altre sono la Catalogna e Bristol - per un progetto che nell’arco di tre anni coinvolgerà diecimila piccole e medie imprese e muoverà 34 milioni di euro. Pigliaru, che ha espresso «grande ammirazione per il gruppo Sardex e per quello che sta facendo per la Sardegna» ha spiegato che la realizzazione di DigiPay4Growt - finanziato dalla Commissione europea all’interno del programma Horizon 2020 - sarebbe un passo avanti verso la sharing economy, una sorta di messa in comune di risorse immobilizzate e inutilizzate. Un progetto in linea con la filosofia di Sardex, che col suo meccanismo di scambio e di condivisione di servizi e prodotti coinvolge in Sardegna tremila aziende e ha ormai sconfitto ogni scetticismo di partenza.

La Regione - ha spiegato il governatore - è pronta a favorire in ogni modo possibile la fase d’avvio di aziende innovative, malgrado gli ostacoli alla realizzazione delle idee siano sempre gli stessi: la lentezza del credito e lo scetticismo delle banche di fronte a iniziative non ancora sperimentate. Sardex ha aperto una strada, ma - ha sostenuto Pigliaru, intervistato dalla giornalista Leyla Manunza - per dare sostanza all’innovazione «servono giovani brillanti» e quindi università e scuole al passo coi tempi. In quanto agli investimenti stranieri «regole fallimentari dementi come quelle italiane - ha detto il presidente - non aiutano le imprese». Nel campo delle start-up l’amministrazione regionale si è mossa di recente con una delibera che dando il via al fondo Seed & Venture Capital garantisce il raddoppio con fondi pubblici degli investimenti privati per piccole e medie imprese ad alto contenuto di innovazione, uno strumento che nelle intenzioni della Regione dovrebbe facilitare l’avvio dell’impresa e l’attrattività dei progetti riducendo il rischio grazie alla condivisione pubblica. (m.l)

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