Guerra delle castagne a Pattada: raccolta vietata a chi non risiede nel paese

Nel bosco di Sololche ai visitatori occasionali è concesso unicamente il consumo sotto gli alberi

PATTADA. Ogni anno a Pattada, in autunno, nascono accese polemiche riguardo la raccolta di castagne nel territorio di Sololche. In questo luogo si trova un agriturismo dato in concessione a una cooperativa locale, qua maturano le castagne.

Il gestore dell’agriturismo si trova spesso a discutere con i visitatori in quanto la raccolta delle castagne viene disciplinata da un’ordinanza risalente al 2005.

Nell’ordinanza si legge che “è consentita la raccolta di castagne e noci, nei mesi di ottobre e novembre, all’interno dei terreni in concessione alla cooperativa Sololche nel limite massimo di 3 chilogrammi al giorno per singola persona e, comunque, un quantitativo massimo non superiore ai dieci chilogrammi al giorno per ogni singola famiglia”.

L’ordinanza spiega anche che la raccolta è consentita solamente ai residenti a Pattada: “La raccolta di castagne e noci da parte dei visitatori non residenti nel comune di Pattada è limitata al consumo in loco”.

Nelle domeniche autunnali sono tantissimi i visitatori che si recano nel luogo, con secchi e buste, per raccogliere le castagne, percuotendo i rami degli alberi, altra azione espressamente vietata dall’ordinanza. Il concessionario, a cui è affidato il controllo, si è trovato più volte a discutere sul divieto tanto da appendere cartelli scritti a penna, anche ironici, che non sono piaciuti ai tanti visitatori, locali e non. L’ordinanza originale è appesa nel secondo cancello d’ingresso e spesso non viene letta. Anche gli orari di ingresso sono disciplinati. «Molti visitatori non si curano nemmeno di lasciare il posto pulito» - si lamenta il concessionario.

Per non alimentare altre polemiche il sindaco Angelo Sini ha fatto esporre il cartello originale dell’ordinanza nel primo cancello così che tutti lo vedano subito. Insomma, i visitatori se la prendono col concessionario, ma l’ordinanza comunale è in vigore e risale a dieci anni fa. Tante persone ancora oggi non sanno che esiste. «Con un po’ di buon senso, da parte di visitatori e gestori, ci si può mettere d’accordo sulle modalità di raccolta dei frutti, e far godere a tutti delle passeggiate nel bellissimo scenario che la natura ci regala in autunno» ha commentato il sindaco Sini.

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