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Il giornalista e la fine della curiosità Eugenio Scalfari non è nuovo a fissare su carta i propri pensieri, incontri, accadimenti, desideri, ma prima d'ora non l'aveva mai fatto ricorrendo alla forma...
Il giornalista
e la fine della curiosità
Eugenio Scalfari non è nuovo a fissare su carta i propri pensieri, incontri, accadimenti, desideri, ma prima d'ora non l'aveva mai fatto ricorrendo alla forma del diario. Cosa l'ha convinto allora a inserirsi in una tradizione ben consolidata, che da Montaigne passa per Leopardi e Rousseau e arriva a Proust? Il fatto, dichiara, di sentirsi ormai prossimo alla fine del viaggio: la quale, precisa, non coincide con la morte, ma piuttosto "con il lento spegnersi della curiosità del futuro". Il risultato è un breviario personale in cui a essere registrati non sono tanto gli eventi quanto i mutamenti interiori che questi eventi producono passo dopo passo, e in cui le sue riflessioni sulla vita, sull'arte, sul giornalismo e sulla politica attuali si intrecciano ai ricordi e alle passioni del passato.
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