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Pigliaru: subito il piano per il Sud

Pigliaru: subito il piano per il Sud

Il governatore è intervenuto in Senato a nome delle Regioni a statuto speciale

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CAGLIARI. Il governatore insiste: insieme alla Legge di stabilità, vorrebbe vedere almeno una bozza del masterplan annunciato dal Governo per lo sviluppo del Sud. A nome delle Regioni a Statuto speciale, Francesco Pigliaru l’ha detto nell’aula della commissione Bilancio del Senato. Ormai è questo il pallino di Pigliaru in questi giorni di avvicinamento alla Finanziaria nazionale. Se tutte le carte sono sul tavolo – è il senso del ragionamento – non «possiamo dire se siamo d’accordo o meno». Anche se Pigliaru ha annunciato che, attraverso la Conferenza delle Regioni, «anche quelle a Statuto speciale presenteranno i loro emendamenti».

Già dato. Se il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, pare pronto alla rivolta per i tagli annunciati dal Governo agli Enti locali, dovrebbero essere intorno ai 17 milioni, il portavoce di quelle a Statuto speciale sembra essere meno preoccupato. Il motivo della diversità va spiegato bene: gli odiati accantonamenti, sono i soldi che lo Stato pretende dalle Regioni, per sanare il debito pubblico, sono stati depennati dai bilanci delle Regioni e alle Province a Statuto speciale. Per parlare della Sardegna, sono gli ormai famosi 97 milioni in meno imposti dalla Finanziaria dell’anno scorso e continueranno a essere prelevati fino al 2018. In altre parole, come detto più volte dall’assessore al Bilancio Raffaele Paci, «abbiamo già dato e non può esserci chiesto di più». E infatti nella Legge di stabilità 2015 non sono previsti altri tagli ai danni delle Speciali. Anche se il centrodestra continua a contestare il prelievo di 97 milioni per altri tre anni e vorrebbe che la Giunta si opponesse.

La dichiarazione. All’uscita dall’audizione al Senato, Pigliaru ha detto: «Le nostre compartecipazioni – i trasferimenti dello Stato – sono diminuite a causa della crisi economica, mentre di contro sono aumentate le spese sanitarie». Per aggiungere: «Al netto degli sprechi, che vanno comunque combattuti e li stiamo combattendo anche in Sardegna, nella sanità e soprattutto nella spesa farmaceutica c’è una crescita dovuta a vari fattori, a partire dall'utilizzo dei farmaci innovativi». La conclusione di Pigliaru è stata questa: «Mentre le Regioni a Statuto ordinario hanno in previsione di ricevere contributi dal Governo, anche se limitati, le Speciali nella gran parte no. Significa che siamo in difficoltà anche noi e ci riserviamo di presentare emendamenti». Quali? Il presidente Pigliaru non l’ha svelato ancora.

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