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Dossier Sardegna, duello Cappellacci-Cocco

Dossier Sardegna, duello Cappellacci-Cocco

L’ex governatore accusa: siete caduti nella trappola di Renzi. Il Pd: lui era telecomandato da Roma

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CAGLIARI. La frecciata al veleno rifilata dall’ex presidente della Regione Ugo Cappellacci (Forza Italia) al governatore Francesco Pigliaru dopo gli incontri a Palazzo Chigi non poteva passare sotto silenzio. Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Pietro Cocco, ha replicato con decisione: «Lui sì che era succube silenzioso di altri governi». Un passo indietro per capire meglio. Poche ore dopo i vertici romani sulla Legge di stabilità, la prossima Finanziaria nazionale, Cappellacci aveva scritto su Facebook: «Renzi ha beffato Pigliaru ancora una volta con i fondi post alluvione, i tagli alle entrate e anche col Masterplan per il Sud che è ancora in alto marea. Però lui è contento lo stesso. Soddisfatto e borseggiato». La replica di Cocco è stata questa: C «Quando l'allora presidente si è fatto scippare il G8 e l’ ha scoperto con una telefonata, non ha reagito. Oggi ci vuole veramente un profondo sprezzo del ridicolo per accusare qualcuno di essere stato borseggiato. Eppure l'ex presidente Ugo Cappellacci ci casca ancora nei confronti dell’attuale governatore». Per il capogruppo del Pd «siamo di fronte a l’ennesimo attacco scomposto e di pessimo gusto, un genere al quale lo stesso Cappellacci, vista la penuria di argomentazioni, ci ha ormai abituato». Poi l’affondo: «C'è un elemento fondamentale che l'ex presidente non riesce a vedere: rispetto alla sua legislatura, quando la Regione prendeva ordini telecomandati da Roma e subiva in silenzio, oggi, grazie alla determinazione del presidente Pigliaru, la Sardegna è un interlocutore attento del Governo nazionale: leale ma non supino, collaborativo ma non passivo». Infine il passaggio sulla Finanziaria nazionale: «Il dialogo – scrive Cocco – è ancora aperto in queste ore e siamo sicuri che porterà buoni frutti per la Sardegna. Poi per quello che riguarda i fondi post l'alluvione, non accettiamo lezioni di nessun genere da chi, durante i suoi cinque anni da presidente, non ha fatto nulla né ottenuto nulla (se non qualche ospitata televisiva) per disinnescare la bomba del dissesto idrogeologico».

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