Coprifuoco a Bruxelles per attacchi stile Parigi
«Minaccia imminente» e la capitale d’Europa diventa una città spettrale Si cercano due uomini armati con una bomba. Uno potrebbe essere Salah
ROMA. L’Is vuole colpire la città simbolo dell’Europa, Bruxelles. «C’è il rischio di attentati simili a Parigi, una minaccia grave e imminente per tutta la regione», così il premier belga Charles Michel ha svegliato ieri i suoi concittadini annunciando che avrebbero trovato una città blindata e l’esercito in strada. Metro e negozi chiusi, niente cinema e teatro, concerti sospesi, così come le partite di campionato. Esplicito il premier: «L’aumento del livello di allarme è dovuto al pericolo che più terroristi potrebbero compiere un attacco con armi ed esplosivi, forse in molteplici luoghi». E Bruxelles piano piano, come Parigi dopo gli attentati, si è spenta, trasformandosi in una città spettrale.
Scoperto arsenale e esplosivi. Una misura di emergenza presa all’improvviso dal governo la notte tra venerdì e sabato. Durante una perquisizione nel quartiere di Molenbeek, la zona da cui vengono diversi attentatori che hanno colpito in Francia, la polizia ha scoperto in un appartamento un arsenale di armi e prodotti chimici. Un uomo è stato arrestato mentre si trovava per la strada, e ora viene considerato dagli investigatori un “personaggio-chiave” dell’inchiesta anti-terrorismo. «Controlleremo Molenbeek casa per casa» ha annunciato il ministro dell’Interno belga Jan Jambon.
La ricerca di due uomini-bomba: uno è Salah. Il clima da coprifuoco non ha investito solo la capitale, ma tutto il Paese. Il livello di allarme terrorismo è stato alzato al massimo, il 4, lo stesso decretato il giorno dopo l’11 settembre e rimarrà così per tutto il weekend. Le informazioni ricevute dall’intelligence sono state considerate «attendibili». Ricercati due uomini, di cui uno trasporterebbe una bomba sul tipo di quelle fatte esplodere il 13 novembre. Uno di loro potrebbe essere Salah Abdeslam, l’ottavo uomo del commando di Parigi, la pedina mancante all’appello e che potrebbe essere tornato da giorni nella sua città, Bruxelles. Ma sulle tracce di Salah non ci sono solo i servizi segreti di tutta Europa, lo stanno cercando anche gli uomini del “Califfato” che vogliono eliminarlo. Non gli perdonano di essersi sottratto al suo destino: dopo gli attentati avrebbe dovuto azionare la sua cintura carica di esplosivo. Invece è scappato cercando aiuto da amici che la sera stessa l’hanno riportato in Belgio. Adesso starebbe cercando disperatamente di tornare in Siria, ma braccato potrebbe commettere un gesto eclatante prima di uccidersi.
«Evitare luoghi affollati». Capitale dell’Unione europea, sede della Nato e crocevia di istituzioni economiche e finanziarie, per Bruxelles cuore dell’Europa, questo è un weekend di tensione e paura. Cinema e centri commerciali chiusi, vie dello shopping con le saracinesche abbassate e presidiate da militari armati, sospesi tutti gli spettacoli e i concerti in programma. Così come le partite di campionato, anche la seconda divisione. E per la prima volta è diventato off limits anche il simbolo della città, l’Atonium, l’edificio a forma di atomo e il “Parlamentarium”, il centro visitatori del Parlamento. Restano ancora chiuse quattro linee di metropolitana, mentre la polizia continua a raccomandare ai belgi di «evitare posti con alte concentrazioni di persone: concerti, stazioni ferroviarie, mercati, cinema e teatri». Il governo ha poi raccomandato di «facilitare i controlli di sicurezza» e di «non contribuire a diffondere voci infondate ed attenersi solo alle informazioni ufficiali».
Il ministro: setacciare Molenbeek. Qui abitavano Abdelahamid Abaaoud, l’uomo che ha progettato gli attentati di Parigi e due dei suoi complici, i fratelli Abdeslam, Salah e Ibrahim. Molenbeek, periferia sud di Bruxelles, 80mila abitanti è considerata dagli esperti di terrorismo una «piccola fabbrica di jihadisti». Venivano da qui anche le menti della strage al “Charlie Hebdo” e di Madrid nel 2004. Dei 130 combattenti tornati dalla Siria in Belgio 85 vivono a Molenbeek. «È inaccettabile che non sappiamo chi si trovi sul territorio del Comune» ha tuonato ieri il ministro Jamon che ha promesso: «L’amministrazione deve ora bussare ad ogni porta di Molenbeek e chiedere chi ci vive. Al momento, ci sono appartamenti in cui ufficialmente sono registrate due persone, ma dentro di vivono in dieci». L’arsenale ritrovato con esplosivi e prodotti chimici era nascosto in un anonimo condominio del quartiere.
Complice in Turchia. L’indagine sugli attacchi a Parigi si allarga in Turchia. Arrestati tre sospetti militanti dell’Is, due siriani e un belga. In particolare quest’ultimo, Ahmet Dahmani, 26 anni, di origine marocchina, secondo gli investigatori turchi potrebbe essere l’uomo che ha eseguito un primo sopralluogo nelle zone di Parigi teatro della strage. Gli altri due, avrebbero dovuto garantire l’ingresso sicuro di Dahmani in Siria. La polizia è arrivata prima che riuscisse a fuggire.
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