Saint Denis, liberi 7 degli 8 fermati
Resta misteriosa l’identità dell’uomo che ha sparato nei bistrot
PARIGI. Resta solo un punto interrogativo sul blitz delle forze di sicurezza francesi mercoledì a Saint Denis, l’identità di uno dei tre kamikaze, un uomo che - secondo le ultime notizie - non era schedato in Francia. Sulle otto persone fermate, gli inquirenti hanno voltato pagina, rilasciandone ieri sette. Provvedimento confermato soltanto per l’ambiguo personaggio che alloggiava i terroristi.
Il mistero, intanto, resta fitto sul terzo uomo che era sulla Seat Leon nera servita per gli attentati contro i bistrot venerdì 13 novembre a Parigi, poi parcheggiata a Montreuil.
A questo punto sembra accertato che Salah Abdeslam, il ricercato numero 1 in Belgio, fosse sulla Clio nera ritrovata parcheggiata a Montmartre. Lì avrebbe dovuto compiere forse un attentato, ma - probabilmente preda di una crisi dell’ultimo minuto o di un altro problema - vi rinunciò, telefonando poi a Bruxelles per farsi venire a prendere. Sulla Seat, invece, c’erano sicuramente il fratello Brahim, che si è fatto esplodere al Comptoir Voltaire, e con ogni probabilità “la mente” Abdelhamid Abaaoud, le cui impronte sono state ritrovate su un kalashnikov e che è morto poi da kamikaze nel raid di Saint Denis.
Sette i fermati rilasciati ieri mattina dopo che il loro fermo è stato prolungato solo di 12 ore rispetto alle 48 previste inizialmente. Del gruppo fanno parte tre persone che le teste di cuoio del “Raid” riuscirono a far uscire dall’edificio una volta cominciato lo scontro a fuoco. Si tratterebbe di extracomunitari in posizione irregolare ma che non hanno niente a che vedere con l’inchiesta e che non hanno opposto alcuna resistenza.
Rilasciata la ragazza che era al fianco di colui che alloggiava i terroristi, l’uomo che ha spiegato di aver «fatto una cortesia» senza sapere di chi si trattasse e che resta in stato di fermo. Infine, avventura conclusa anche gli ultimi due sospetti, trovati nascosti fra le macerie, due egiziani che erano al piano di sotto e che si sono visti crollare il soffitto dell’appartamento durante una delle esplosioni.
Oltre al suicidio di Abaaoud, a Saint Denis ci sono stati i decessi accertati della cugina Hasna Ait Boualhcen e di un terzo kamikaze tuttora ignoto, entrambi uccisi dagli uomini del “Raid”. Questo terzo uomo, dopo l’esame del Dna, risulta sconosciuto agli schedari francesi e gli inquirenti non sono riusciti a stabilire se si tratti di un altro che si è riuscito a far passare per rifugiato arrivando in Grecia dalla Siria, come successo per due dei terroristi suicidi dello Stade de France.
Grande attenzione viene posta dagli inquirenti su uno strano furto in un ospedale parigino, dal quale sono scomparse tute antibatteriche del tipo usato dai medici per avvicinare i malati di Ebola.
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