«Fatelo per Valeria, non arrendetevi»
Funerali a Venezia. Il messaggio di papà Solesin ai giovani. Patriarca, imam e rabbino con Mattarella
VENEZIA. Venezia ha regalato una giornata tra le più radiose per l’addio a Valeria Solesin, l’unica vittima italiana delle stragi di Parigi. Né odio, né vendetta si sono alzati da Piazza San Marco. Un invito al coraggio, a non arrendersi, al lavoro tra religioni diverse è stato l’ultimo lascito di Valeria, trasmesso dai genitori, Alberto e Luciana. «I terroristi così hanno perso», hanno detto i capi della comunità musulmana, «è un dono di Valeria se oggi siamo qui uniti».
Autorità civili e religiose, alte cariche dello Stato, hanno fatto un passo indietro per rispetto verso la famiglia che aveva voluto una cerimonia aperta a tutti, in memoria di tutti. «L’affetto e la vicinanza che abbiamo ricevuto in questi giorni - ha detto Alberto Solesin - richiede ora di rivolgere a tutte le altre vittime lo stesso senso di umana partecipazione». Sulla pedana davanti alla Basilica di San Marco la bara di legno chiaro ricoperta di gigli bianchi è arrivata portata a spalle dai gondolieri.
Il papà, la mamma, il fratello Dario, il fidanzato di Valeria, Andrea Ravagnani, l’hanno sfiorata con un’ultima carezza. Su un lato della piazza i familiari e gli amici della studentessa. Sull’altro le autorità, con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro Roberta Pinotti, che ha letto il messaggio del presidente Hollande, e i rappresentanti di Chiesa Cristiana, Comunità Ebraica, Comunità Islamiche.
Sul molo di San Marco, prima che il feretro di Valeria partisse per il cimitero di San Michele - dove la giovane è stata sepolta accanto al nonno -, Mattarella ha voluto ringraziare il Patriarca, Francesco Moraglia, il rabbino, Rav Scialom Bahbout, l’Imam Hamad Al Mohamad, il presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii), Izzeddin Elzir. «Ci ha detto che bisogna andare avanti insieme, uniti, perché insieme si può vincere la paura del terrorismo» ha riferito quest’ultimo.
Le parole di Alberto Solesin hanno emozionato i migliaia di veneziani: «Qualcuno - ha ricordato il padre di Valeria - ci ha detto che la nostra famiglia ha rappresentato un esempio di compostezza e dignità. Ho sentito parole tali quasi che noi potessimo significare un esempio per molti. Se questo è appena lontanamente vero ciò era dovuto. È dedicato a tutte le Valerie e Andrea che lavorano, studiano, soffrono e non si arrendono». Prima del suo intervento, c’erano state le parole di condivisione «del dolore della famiglia e dell’Italia» del presidente Hollande, «Valeria - ha scritto - era venuta da noi in Francia per amore della vita e della cultura e ha trovato la morte sotto il fuoco dei terroristi». Dario Solesin, in un pianto dirotto, si è fatto forza per seguire con i genitori il feretro della sorella.
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