La Nuova Sardegna

Giunta e sindacati insieme: «Ultimatum al Governo»

di Umberto Aime

Ritrovata l’unità sui pilastri del dossier: il 14 dicembre primo incontro operativo Pigliaru e i segretari regionali: «Le risposte dovranno essere nel Piano per il Sud»

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CAGLIARI. Chi l’avrebbe mai detto. Alle cinque delle sera, allo scoccare della convocazione, Giunta e sindacati si sono seduti intorno al tavolo come se fossero nemici dichiarati. E invece dopo due ore abbondanti di confronto, serrato e a tratti anche teso, eccoli decidere insieme la data in cui discuteranno «quello che, entro la fine dell’anno, il Governo dovrà mettere nel capitolo del Master plan per il Mezzogiorno annunciato per la Sardegna». Impensabile, alle cinque della sera.

Il patto. Regione, Cgil, Cisl, Uil e Ugl lavoreranno fianco a fianco fino al 14 dicembre. Poi quel giorno tireranno, sempre insieme, le conclusioni. Che possono essere riassunte così: «Pretendiamo un primo e vero risarcimento per lo storico handicap dell’insularità». Dal vertice stavolta a porte aperte, e anche questa è stata un’altra novità, s’è capito che il presidente della Regione Francesco Pigliaru, i segretari Michele Carrus (Cgil), Oriana Putzolu (Cils), Francesca Ticca (Uil) e Sandro Pilleri (Ugl) la pensano allo stesso modo almeno sui pilastri della Vertenza Sardegna. Restano le differenze sul «cammino», ma le premesse stavolta sembrano buone e interessanti. La speranza è che da oggi in poi siano soprattutto vincenti.

I pilastri. Sono gli stessi del dossier consegnato a maggio al presidente del Consiglio dei ministri, Renzi. Primo: i trasporti. Quelli interni, a cominciare da un collegamento veloce su rotaie dal nord al sud dell’isola, e quelli esterni garantiti da una «continuità territoriale aerea senza più intoppi e trucchi». Poi c’è l’energia, cioè il metano, con la Giunta decisa a puntare sul tubo Sardegna-Toscana, perché depositi costieri e rigassificatori «rischiano di essere interventi lunghi e costosi». Ma il presidente della Regione si è detto pronto a trovare un accordo anche su un tema decisivo per il rilancio della Sardegna. «È arrivato il tempo delle risposte», e potrebbe essere davvero questa la sintesi in cui gli ex nemici (forse non ancora alleati) si sono ritrovati.

I sindacati. All’inizio avrebbero voluto rovesciare il tavolo per dare una scossa a una Giunta che, secondo loro, «doveva trovare il coraggio di mettersi alla testa di un protesta generale e regionale». Se non la fa la Giunta, «lo faremo noi», era l’ordine di scuderia uscito dall’ultimo assemblea dei delegati dell’industria. «C’è troppo ritardo su tutto», è stato l’esordio di Michele Carrus, pronto nel mettere in fila le emergenze. Una dopo l’altra: dall’energia fino alla continuità territoriale, dal lavoro alla povertà. Oriana Putzolu è stata ancora più decisa: «O firmiamo un protocollo in cui ci impegniamo, ognuno per la propria parte, a mettere alle strette il Governo, o rischiamo davvero lo scontro». La sua linea sarà quella che passerà seppure senza la firma in calce nell’ultima pagina di un possibile documento congiunto. Per ora è bastata una stretta di mano, anzi più strette di mani, a sancire la «ritrovata strategia comune». Anche Francesca Ticca ha insistito nel sollecitare una vertenza unica e per Sandro Pilleri è necessario far partire subito le bonifiche: «Basta con le promesse».

La Giunta. Il presidente Pigliaru è stato pronto e deciso a non far deragliare il confronto sugli ostacoli delle vertenze spezzatino: «Discutiamo dei pilastri», ha detto più volte. Alla fine tutti hanno condiviso, in tutti i sensi, che «a Roma dobbiamo essere uniti». Dal 14 dicembre dovrebbe essere così.

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