La Nuova Sardegna

Siddura sempre più cantina hi-tech

Siddura sempre più cantina hi-tech

L’azienda vinicola di Luogosanto sperimenta tecniche innovative di coltivazione

2 MINUTI DI LETTURA





LUOGOSANTO. L’hi-tech entra in cantina, o meglio nella catena di produzione dei vigneti Siddura. L’azienda di Luogosanto ha messo a punto tecniche all’avanguardia per affrontare alcune delle emergenze comuni alla agricoltura sarda. Siccità, erosione del terreno e zone impervie incidono sempre di più sulla capacità produttiva delle campagne. Siddùra ha creato dei sistemi che incidono sulla qualità del prodotto. «Per riuscire a creare vini di altissima qualità – spiega Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra – abbiamo sviluppato metodi di lavorazione per superare le difficoltà delle zone svantaggiata, in questo modo abbiamo saputo valorizzare il territorio sardo trasformando le criticità in specifici valori aggiunti».

Per ridurre l'erosione del terreno causato dalle piogge, Siddùra utilizza uno strumento innovativo nell'agricoltura sarda: l'aratro talpa, che consente di creare un tunnel sotterraneo di 70 centimetri. La cavità serve per drenare e raccogliere l'acqua piovana canalizzandola verso le radici della pianta. L'aratro talpa è composto da una punta metallica, che fa un taglio verticale nel vigneto, e una campana che crea il solco di 70 centimetri di profondità in cui si convogliano le acque. Il sistema consente anche l'ottimizzazione nell’uso delle acque piovane, rispetto all'irrigazione artificiale, perché le prime contengono un maggior numero di sostanze nutritive per la vigna. «L’impiego di questo attrezzo su terreni in pendenza aiuta il controllo e la gestione di criticità improvvisa – sottolinea Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra – perché prevenire è sempre meglio che curare».

Per far fronte ai problemi provocati dall'erosione, Siddùra ha poi sviluppato un nuovo sistema che si basa sulla semina di piante di trifoglio favino. Proteggono il terreno e ne limitano l'erosione e impediscono, di conseguenza, il trascinamento a valle della parte più superficiale (ma anche più produttiva) del suolo.

Di fronte alla grave siccità di quest'anno, la soluzione messa a punto ha consentito di ottimizzare le risorse idriche, di superare le fasi più difficili e, i di produrre un vino di altissima qualità.

Il territorio su cui sorge la cantina Siddùra è sottoposto a vincoli idrogeologici che l'azienda affronta e supera attraverso l'uso di tecniche biologiche.

Pur essendo un’azienda convenzionale, l’azienda di Luogosanto ha scelto una lavorazione del terreno basata su tecniche di intervento di tipo biologico: l’uso di concimi non chimici, l’inerbimento, l’interceppo e pochissimi solfiti. Si punta alla qualità dei prodotti.

Una serie di scelte coraggiose che la cantina giovane e dinamiche ha fatto. Una realtà che si afferma nel territorio e dalla Gallura è partita alla conquista dei mercati nazionali e internazionali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative