Profondo rosso, ipotesi ticket sui farmaci
La Giunta lavora alla stesura definitiva di un piano di rientro per tappare il buco di 400 milioni
CAGLIARI. La voragine della sanità. 400 milioni, in un modo o nell’altro andrà tappata, oppure continuerà a mangiarsi il bilancio della Regione e ben oltre il 50 per cento di questi anni disastrosi.
Piano di rientro. Da settimane, in Regione, nessuno smentisce che «presto la Giunta presenterà un dettagliato piano di rientro». Il governatore Francesco Pigliaru l’ha ipotizzato più volte: «È necessario». L’assessore al Bilancio Raffaele Paci l’ha ribadito in Consiglio regionale: «È un problema urgente». Anche l’assessore alla Sanità, Luigi Arru, non si è nascosto: «C’è un dibattito in corso, ma non ancora una decisione. La scelta finale dovrà essere della Giunta e del Consiglio». Se non fosse per il fatto che dal 2007 – anno dell’accordo Prodi-Soru sulle entrate – la Sardegna ha in carico l’intero costo del sistema sanitario, sarebbe stato il ministero della Salute a imporre il piano di rientro alla Regione. E non da oggi: è nella lista nera, quella delle «canaglie», da almeno cinque-sei anni.
Le ipotesi. Cosa accadrà quando la Giunta annuncerà «l’operazione azzera disavanzo è pronta»? Tutti temono che potrebbero scattare i ticket sulle ricette. Perché nella spesa famaceutica – territoriale ospedaliera – la Sardegna è purtroppo in testa nella classifica nazionale. Nel 2014, è stata di oltre 560 milioni, con un sforamento rispetto alle previsioni intorno ai 126 milioni e mezzo. Nei primi mesi del 2015, il trend è in crescita con un incidenza cresciuta fino al 21 per cento (era del 19,2) sul fabbisogno sanitario.
Ticket: si o no? «La Sardegna – ha sottolineato l’assessore Arru – è una delle quattro regioni che ancora non fa pagare ai cittadini un contributo sulle medicine, il ticket appunto. Ma è vero anche questo: nell’isola è venduto un numero di farmaci molto superiore alla media nazionale: 1,75 confezione per abitante, oltre di quasi un punto rispetto alla media nazionale». Il ticket potrebbe servire a frenare la spesa? «Potrebbe essere uno degli strumenti per responsabilizzare il cittadino sull’uso corretto dei medicinali, ma non abbiano ancora deciso se applicarli». Già da tempo i sardi pagano sui farmaci una quota, ma è quella statale a carico di chi acquista le confezioni griffate e non quelli equivalenti o generici invece a carico per intero del servizio sanitario nazionale. Ii ticket già esistono per le visite in ospedale, compreso il pronto soccorso per i codici bianco e verde, analisi e ricoveri. Però pare che il deterrente non abbia funzionato: la spesa ospedaliera continua a salire ed è confermato dai conti sempre in rosso delle Asl.
Le alternative. I ticket sulle ricette sono una delle ipotesi, però potrebbe esserci – insieme ma non è detto – anche un aumento del peso fiscale. Però il piano di rientro non è solo questo. Basta vedere quello imposto alle altre regioni: dalla riorganizzazione dei posti letto alle giornate di ricovero, dagli acquisiti al personale alle convenzioni e molto altro ancora. Il totale della spesa sarda è ormai vicino ai 3 miliardi e 200 milioni contro i 2,9 previsti come tetto massimo e un miliardo e 200 è solo per il personale. E c’è chi dice: prima la Regione dovrebbe sfoltire questa giungla e poi pensare semmai ai ticket ma con molta prudenza. (ua)
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