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«Non è laicità, ma fondamentalismo»

«Non è laicità, ma fondamentalismo»

OLBIA. Don Giovanni Debidda è il parroco di San Simplicio, patrono di Olbia e della Gallura. Nel suo quartiere, molti residenti sono islamici. «Nella nostra Caritas parrocchiale, tre quarti delle...

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OLBIA. Don Giovanni Debidda è il parroco di San Simplicio, patrono di Olbia e della Gallura. Nel suo quartiere, molti residenti sono islamici. «Nella nostra Caritas parrocchiale, tre quarti delle persone che ci chiedono aiuto sono di fede islamica. E noi li aiutiamo, senza chiedere chi sono, che fede professano. Per noi, sono persone. Punto. Al massimo mi posso informare se hanno realmente bisogno, ma questo vale per tutti, cattolici compresi». Una premessa per sviluppare un concetto più ampio. «Nessun genitore è venuto da me per lamentarsi delle recite negate a scuola - spiega don Debidda -, ma sono che ci sono problemi. Io, da uomo di chiesa, dico che la laicità è un valore. Nella Bibbia c’è scritto date a Cesare ciò che è di Cesare, per significare che c’è un’autonomia della politica. Allo stesso tempo, dico che il laicismo, che una cosa differenza dalla laicità, è un fondamentalismo, esattamente come quello religioso». E quindi la scuola sia un luogo di dialogo. «La ragione e la fede possono, debbono andare insieme - spiega don Debidda -. Le diversità si confrontino, non si neghino. Certe decisioni, invece, sono un rifiuto consapevole del cristianesimo, una sua negazione. Olbia è sempre stato un esempio. Anni fa c’era un pilota dell’allora Alisarda, un siriano. Insegnavo allo scientifico e lui, musulmano, venne da me per dirmi: don, voglio che mio figlio faccia l’ora di religione. Ecco, il dialogo, il confronto sono essenziali: sono l’unico modo per convivere». (g.pi.)

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