La Nuova Sardegna

Abbanoa: indagine Antitrust superficiale

di Mauro Lissia
Abbanoa: indagine Antitrust superficiale

Contestata la sanzione di un milione e 80mila euro, il pagamento comprometterebbe la manutenzione degli impianti idrici

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CAGLIARI. Pagare la sanzione di un milione e 80 mila euro stabilita dall’Antitrust «annullerebbe in parte gli effetti del piano di aiuti di Stato posto in essere dal Governo italiano» e «costringerebbe la società a ritornare in una situazione di sofferenza patrimoniale». Non solo: senza quei soldi la società «non potrebbe riparare alcune rilevanti perdite idriche, non avendo altri fondi sufficienti per farlo» e «nelle more del giudizio milioni di metri cubi d’acqua andrebbero irrimediabilmente persi e non potrebbe essere garantita la potabilità delle acque». Sono parole degli avvocati di Abbanoa - Fabio Cintioli e Giuseppe Lo Pinto – scritte alla conclusione delle cinquanta pagine in cui è articolato il ricorso al Tar Lazio contro la sanzione che l’Autorità Garante dei consumatori ha inflitto alla società regionale dopo aver rilevato una lunga serie di pratiche commerciali scorrette, quelle denunciate da Adiconsum e da numerosi utenti della Sardegna. Abbanoa chiede che i giudici amministrativi annullino o almeno sospendano cautelativamente l’effetto della sanzione milionaria, ma contestano anche punto per punto ogni valutazione espressa nel provvedimento finale dagli ispettori dell’Antitrust, che a giudizio dei due legali «non aveva neppure la competenza ad adottare un provvedimento sanzionatorio».

Le ragioni. Il ricorso di Abbanoa rade al suolo - con argomentazione di parte - l’indagine condotta dagli ispettori, partendo da una considerazione: «Gran parte delle contestazioni dei consumatori richiamate dall’Autorità - scrivono i legali - oltre ad essere spesso generiche sono inattendibili». Non solo: «Circa 119 delle 151 segnalazioni richiamate nel provvedimento finale - è scritto nel ricorso - erano state inviate in modo strumentale da un’associazione dei consumatori (l’Adiconsum, ndr) che stava conducendo una battaglia personale nei confronti di Abbanoa». Per di più «l’Autorità ha fondato il proprio provvedimento esclusivamente sulle dichiarazioni contenute nelle segnalazioni inviate dai consumatori che lamentano l’inadeguatezza degli standard di rendimento del gestore del servizio, senza tuttavia procedere al puntuale accertamento della fondatezza delle stesse». Fondatezza che i legali di Abbanoa smentiscono pagina dopo pagina, con argomenti e dati che i giudici del Tar sono chiamati a valutare.

Indagine superficiale. C’è poi un altro versante sul quale il ricorso è articolato: i due avvocati del Foro di Roma accusano l’Antitrust di aver «espletato una personalissima indagine sui livelli di efficienza del servizio gestito da Abbanoa» lavorando a tutto campo «in modo anche superficiale» pensando di «poter ricostruire degli illeciti amministrativi». Insomma: gli ispettori - a giudizio dei legali - sarebbero andati ben al di là dei loro compiti ignorando che «era in atto una campagna di strumentale accusa nei confronti di Abbanoa da parte di Adiconsum Sardegna, la quale aveva strumentalmente invocato l’intervento dell’Autorità Garante».

Le violazioni. Una volta rilevate le prime sei violazioni al codice del consumo, l’Antitrust avrebbe inoltre concesso solo dieci giorni di tempo ad Abbanoa per proporre le proprie ragioni, pregiudicando il diritto di difesa. Peraltro - scrivono i legali del ricorso - «vizi e inefficienze nella gestione di un servizio pubblico non possono essere qualificati come illeciti amministrativi nè come pratiche commerciali scorrette». Riportando la posizione dell’Autorità per l’energia, che dal canto suo ha avviato una procedura sanzionatoria nei confronti di Abbanoa, i due avvocati ricordano come l’Aeegsi abbia «ritenuto di dover rappresentare all’Antitrust non solo che Abbanoa versa in condizioni economiche particolarmente delicate» ma anche che «l’attuazione del piano di aiuti di Stato, comportando l’investimento di risorse economiche pubbliche, avrebbe comportato la severità della società nelle gestione delle attività e dei rapporti con l’utenza per la necessità di recuperare, sempre nel pieno rispetto della normativa vigente, i crediti vantati nei confronti degli utenti». Come dire: il rigore nei confronti degli utenti serve a salvare i conti di Abbanoa.

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