La Nuova Sardegna

Riforma in aula, ma è caos e l’opposizione se ne va

di Umberto Aime
Riforma in aula, ma è caos e l’opposizione se ne va

Il centrodestra accusa: il testo è cambiato deve ritornare in commissione La maggioranza va avanti: sono irresponsabili, questa legge è fondamentale

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CAGLIARI. Pronti via? Macché. Sembra una maledizione: la riforma degli Enti locali è scattata dai blocchi del Consiglio regionale con una gazzarra in aula. Per protesta il centrodestra non ha partecipato al dibattito, ma la maggioranza di centrosinistra non fatto concessioni ed è andata avanti a testa bassa. Di fatto non è neanche cominciato il confronto: nel prologo c’è stata la rottura immediata fra i due poli e quando sarebbe dovuto cominciare l’annunciato, inevitabile botta e risposta, buona parte delle poltrone erano già vuote. Così a intervenire è stato solo il relatore di maggioranza – Roberto Deriu del Pd – mentre la minoranza, che ha rinunciato alla controrelazione, da almeno cinque minuti era nei corridoi, a mostrare i denti e denunciare: «Mai vista una coalizione tanto arrogante, confusa e pasticciona». A tirare fuori i muscoli sono stati anche gli altri, quelli dei partiti che governano, con un filotto di accuse scaricato sugli avversari: «Siamo di fronte a degli irresponsabili che cercano solo la ribalta e se ne fregano della riforma». Ma è indispensabile un passo indietro per capire meglio il perché di questo inizio al fulmicotone.

La richiesta. Ad accendere la miccia è stato Mario Floris dell’Uds. Con voce pacata, ha chiesto al presidente del Consiglio Gianfranco Ganau che la legge ritornasse in commissione. Perché? «Perché quella che andremo a discutere – ha detto – è nei fatti una bozza vecchia. Tutti sappiamo e la maggioranza lo sa bene che in questi articoli ci hanno messo le mani in tanti e soprattutto i sindaci ad Abbasanta con delle proposte pare accettate dalla Giunta». Poi molto più pungente ha concluso: «Non possiamo discutere quella che non conosciamo». Il resto del centrodestra ha dato ancora più forza alla provocazione. Paolo Truzzu (An-Fdi) ha detto: «Non posiamo far finta di nulla, in questo giorni ci sono stati vertici, conclavi e full immersion. Non possiamo far finita che il testo sia rimasto lo stesso licenziato dalla commissione Autonomia». Attilio Dedoni (Riformatori) è stato duro nel sottolineare: «Siamo alla quarta o quinta correzione, e questa è una delle peggiori e persino segreta, con il Consiglio ridotto a buca delle lettere». Christian Solinas del Psd’Az ha aggiunto: «La maggioranza vuole imporci di discutere una legge che dal primo all’ultimo sappiamo essere vecchia e superata». Pietro Pittalis (Forza Italia) è stato ancora più spiccio: «Persino i sindaci hanno chiesto di leggere il testo definitivo, quello corretto, prima di dire se va bene o no. E invece la maggioranza pretende che cominci un dibattito finto e inutile». L’ultima sparata è stata di Gianluigi Rubiu dell’Udc: «È insopportabile questo segreto di Pulcinella: il testo è stato stravolto ma dobbiamo girare la faccia altrove. È incredibile».

Richiesta respinta. La maggioranza ha fatto quadrato e con puntiglio respinto la provocazione. Pietro Cocco, capogruppo del Pd, è stato diretto: «Non ha partecipato al dibattito in commissione, è stata una scelta legittima ma ora la minoranza vuole bloccare anche l’aula». Poi dirà: «Quello del centrodestra è un atteggiamento da irresponsabili e inqualificabile. Prima dicono che vorrebbero discutere le riforme insieme e poi che fanno? Abbandonano l’aula». Pierfranco Zanchetta (Cps-Upc) ha insistito: «Dobbiamo andare avanti. Saranno gli emendamenti che tutti potranno presentare, a farci capire come sarà la legge». Sempre dai banchi della maggioranza Roberto Desini (Sdl-Cd) ha aggiunto: «Siamo all’ostruzionismo strisciante in un momento decisivo per gli Enti locali». È intervenuto anche Francesco Agus (Sel), presidente della commissione Riforme: «Questa legge è stata fra le più discusse nella storia del Consiglio, eppure arriva in aula senza i suggerimenti dell’opposizione che, seppure invitata, non ha partecipato alla discussione e oggi pretende un inutile passo indietro». Ovvia la conclusione: forte dei numeri, la maggioranza ha respinto la richiesta del centrodestra.

Dibattito lampo. Quando il presidente Ganau ha dato la parola al relatore di maggioranza, i consiglieri del centrodestra sono usciti dall’aula. L’hanno fatto al grido «è una vergogna» per ricevere in risposta «siete una manica di irresponsabili». Così solo davanti ai suoi, Roberto Deriu ha detto tra l’altro: «È da ingenui ritenere che il riordino degli Enti locali, potesse realizzarsi a passo di carica e al suon delle fanfare». Ma neanche con tanti fuochi d’artificio. Entro martedì dovranno essere presentati gli emendamenti, nel pomeriggio comincerà il dibattito su una settantina di articoli. In quale clima? Sarà infernale.

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