La Nuova Sardegna

Il centrodestra: riforma da rifare

Il centrodestra: riforma da rifare

Enti locali. L’opposizione va all’attacco: presenteremo 2500 emendamenti

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Sulla riforma degli Enti locali l’opposizione ha abbandonato l’aula una volta e una sola volta sarà. Da martedì – giura – alla ripresa del dibattito sarà «battaglia a tutto campo e la faremo senza risparmiare neanche un colpo». Compatti come non mai, i partiti del centrodestra sono decisi a non mollare la presa: «Questa legge è una porcata – hanno detto il giorno dopo il loro polemico rompete le righe – e non può passare così com’è». Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pitallis ha annunciato: «Ci faremo sentire eccome. Presenteremo 2.500 emendamenti e su tutti gli articoli scateneremo un inferno». Il motivo è presto riassunto da Mario Floris dell’Uds: «Abbiamo cominciato la discussione su un testo ormai superato e datato, Più volte «abbiamo chiesto di fermarci per approfondire le modifiche concordate con i sindaci e di cui addirittura l’assessore Cristiano Erriu ci aveva annunciato qualcosa nella conferenza dei capigruppo, e invece la maggioranza, con arroganza, ci ha sbattuto la porta in faccia». Non sarà così da martedì in poi ha sottolineato Gianluigi Rubiu dell’Udc: «:Siamo pronti a presentare la nostra controriforma in cui sarà chiaro che diremo no a una Sardegna spaccata e confusa proprio da questa riforma pasticciata degli Enti locali». Non c’è ancora un testo di quella che sarà la proposta alternativa presentata dall’opposizione, ma è possibile che sia questa: la Sardegna deve essere un’unica città metropolitana senza distinzione fra nord e sud, fra Cagliari e Sassari o Olbia». Che poi aggiunge: «I sindaci hanno dato una severa lezione fino a umiliare la Giunta: in tre giorni ha riscritto in tre giorni ha riscritto il testo». Per Attilio Dedoni dei Riformatori, «la maggioranza vuole solo coprire con una brutta coperta le proprie magagne interne e non ha capito che questa legge scontenta tutti e scatenerà il caos». Angelo Carta del Psd’Az ha ribadito: «Il gioco della maggioranza è ottenere i fondi europei per la città metropolitana di Cagliari e invece esclude gli altri territori dai finanziamenti prendendoli in giro con le aree strategiche». I consiglieri di Fi Giuseppe Fasolino (sindaco di Golfo Aranci) e Marco Tedde (ex primo cittadino di Alghero) hanno puntato il dito contro «l’evidente volontà della Giunta di azzerare i Comuni fino a ridurli solo ad ancelle della Regione». Anche Antonello Peru ed Edoardo Tocco di Fi hanno parlato di un «deserto istituzionale in cui la Sardegna sprofonderà». Per Paolo Truzzu (Fdi-An) «siamo a una pagliacciata senza precedenti e spaventosa». Infine Giorgio Oppi dell’Udc ha sibilato: «Fossi nei sindaci starei molto attento, alla fine il centrosinistra fregherà anche loro». (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative