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Mameli: ricevetti ordini per isolare la Piredda

di Mauro Lissia
Mameli: ricevetti ordini per isolare la Piredda

CAGLIARI. «Ricordo che mi incazzai molto quando quell’essere spregevole dette indicazioni per isolarti, ma io ero solo un dirigente della federazione del Sulcis»: al netto degli eccessi sono parole...

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CAGLIARI. «Ricordo che mi incazzai molto quando quell’essere spregevole dette indicazioni per isolarti, ma io ero solo un dirigente della federazione del Sulcis»: al netto degli eccessi sono parole significative, prese da una conversazione avvenuta su Facebook lo scorso 22 ottobre. A scrivere - se non si tratta di un fake - è Giancarlo Mameli, ex esponente del Psd’az passato nel 2012 al Pd. L’interlocutrice diretta è Ornella Piredda, l’ex funzionaria dei gruppi politici regionali che con due esposti ha spianato la strada all’inchiesta-monstre della Procura sull’uso improprio dei fondi destinati ai gruppi politici regionali. Un tornado giudiziario che coinvolge ormai un’ottantina di consiglieri ed ex consiglieri. Il dialogo pubblico sul social network parte dalla vicenda di Francesca Barracciu, uscita dal governo Renzi dopo il rinvio a giudizio per peculato aggravato a conclusione di una tranche della stessa inchiesta. In quei giorni l’ex sottosegretaria non si era ancora dimessa e Mameli la difende a spada tratta, parla di «attacco viscerale e sessista» nei suoi confronti, ricorda come altri politici indagati abbiano mantenuto incarichi e prebende, con l’opinione pubblica che sarebbe a suo dire «morbida» nei loro confronti e durissima con la Barracciu. La Piredda discute e si accalora, è meno tenera nei confronti dell’esponente del Pd di Sorgono. Si fa attenta quando l’esponente del Pd fa riferimento a Giuseppe Atzeri e ricorda la disposizione che l’onorevole sardista ed ex capo del gruppo misto avrebbe dato contro la Piredda, colpevole ai suoi occhi di chiedere i riscontri delle spese, rompendo la consegna del silenzio e la prassi - così sostiene la Procura - di usare i fondi come se fossero un’indennità supplementare: «Va isolata».

Atzeri è imputato di due peculati e maltrattamenti proprio nei confronti dell’ex funzionaria, le affermazioni di Mameli potrebbero aggravare la sua posizione processuale perché ieri mattina l’avvocato Andrea Pogliani, che tutela la Piredda, le ha consegnate formalmente al tribunale presieduto da Mauro Grandesso. Il legale ha chiesto che venga valutata la possibilità di sentire l’esponente del Pd come testimone. La ragione è semplice: le sue parole sembrerebbero confermare pienamente la tesi accusatoria del pm Marco Cocco e lo status di parte lesa della Piredda, costretta alla pensione da condizioni di salute sempre più precarie, dovute anche - l’ha detto nell’aula del tribunale lo psichiatra Francesco Toccafondi, chiamato come persone informata sui fatti - al trattamento ricevuto. Un trattamento che per la Procura e per la parte civile sarebbe andato ben oltre i confini del mobbing. Il tribunale deciderà nei prossimi giorni sull’istanza, ma al di là dell’uso processuale delle nuove carte le parole scritte su Facebook pesano come macigni. Mameli attribuisce chiaramente ad Atzeri il proposito di «isolare» la Piredda per impedirle di mettere in luce l’uso improprio dei fondi destinati ai gruppi politici e lei ribatte: «Se eri a conoscenza che Atzeri avesse dato quell’ordine perché non l’hai denunciato? Non basta incazzarsi e non fare niente. Magari mi avresti risparmiato qualche dolore». La risposta di Mameli: «Io l’ho fatto. Nelle mie sedi. Io faccio politica, non faccio il carabiniere. Il discorso sarebbe però veramente lungo». Infatti il discorso si conclude là, ma Ornella Piredda coglie immediatamente l’importanza di quelle affermazioni, salva la conversazione e la consegna al suo difensore. Ora lo scambio avvenuto in chat è nelle mani del tribunale e del difensore di Atzeri, l’avvocato Agostinangelo Marras.

Se influirà sulla sentenza è ancora presto per dirlo. Molto dipende dalla scelta dei giudici: sentire Mameli o non sentirlo? Ma una cosa è certa: il legale di parte civile si prepara a mettere sul piatto dell’accusa quella conversazione.

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